Archive for the ‘Senza Categoria’ Category

Testo sterone

gennaio 28, 2022

Sono un Vecchio Bastardo.

Piscina, corta. Ho una spalla dolorante da tempo, in lenta ripresa. Non posso nuotare in modo normale, devo sforzarmi di non forzare (!!!). Insomma non mi alleno, sguazzo per tenere in moto tutto e non perdere completamente il fiato.

Dopo 40′ di sl 2x senza manco contare, mi annoio un po’. Ma la spalla migliora. Duole meno, scricchiola meno. Se faccio il bravo ora, tornerà a posto per le pagaiate primaverili.

Corsia accanto. Giovani. Parlano. Si cronometrano. Vasca in X”. Figo. X” è buono. X” eh. Ragazzo A a ragazza B: dai prova tu (testosterone a palla, convinto che lei farà X+5″ e sarà ammirata per la sua virile potenza atletica).

Io penso: se ripeti un’altra volta X” ti affogo.

Parto a farmi una vasca da vecchio in recupero, sempre concentratissimo per non fare infiammare la spalla. A suon di sentire X” mi sono lasciato influenzare. Guardo l’orologione a 4 lancette prima di partire.

Nuoto sciolto. Mi concentro sul movimento e ascolto la spalla. Vado talmente tranquillo che respiro ogni 6. Arrivo in fondo e guardo l’orologione. Y” è il mio tempo per una vasca. Aspetto che una lancetta torni sullo 0 e torno indietro. Respiro ogni 6, gambe quasi ferme. Arrivo in fondo. Guardo l’orologione, che conferma il dato della prima misura.

In quel momento, senza pensare a ciò che stavo facendo, esclamo: Y”! Accidenti a sta spalla, sono lento.

Quello nella corsia accanto ha sentito, fa il vago con gli amici. Perché Y = X – 4. Senza forzare. Respiro ogni 6. T’ho dato 4″, biât frut.

Sono un Vecchio Bastardo.

Si, lo so, pure io ho agito in modo immaturo e dominato dal testosterone. A 50 anni inizia ad essere imbarazzante?

PS: ragazza B ha fatto 3″ meno di me. E non nuota bene. Se lavorasse un po’ sul movimento potrebbe diventare come quelle che mi umiliano dall’estate scorsa sia in vasca lunga che corta. Sono delfini.

Social down

ottobre 4, 2021

21211004 1840 Da una quarantina di minuti non è possibile accedere a Facebook, Whatsapp e Instagram. La costellazione di social del gruppo di Zuckerberg sembra “impallata” e l’ansia coglie milioni di utenti.

Me ne sono accorto per caso, giusto perché ho una moglie a qualche centinaio di km da qui. In effetti è un’alterazione delle abitudini. Per noi utenti regolari è un po’ come passare da essere ogni giorno a una festa al lockdown. Per un attimo ho provato fastidio. Non panico, ma fastidio. Poi mi sono reso conto che, qualora vi fosse necessità di comunicare per motivi serii, mia moglie potrebbe telefonarmi, dato che la rete non sembra avere problemi.

Certo è che nel mio romanzo fanta-politico della serie ancora senza nome questo era l’inizio del tentativo di colpo di stato planetario organizzato dagli elfertiani del tempio. Ma non vi voglio spoilerare il mio romanzo meno convincente e a malapena abbozzato. Dovrete aspettare che smetta di lavorare e mi dedichi a tempo pieno alla scrittura.

Competitivo

settembre 27, 2021

Non sono un tipo competitivo. Ho sempre evitato le gare, non per paura di ammettere la mia ovvia inferiorità a fronte di una sconfitta. Semplicemente non sono competitivo.

Eppure a volte capitano episodi interessanti.

In piscina, vasca corta (25m) dopo un’estate passata a sguazzare in quella da 50m, dico sguazzare perché “allenarmi” presuporrebbe dei risultati che non ci sono manco per sbaglio. Parto un paio di secondi dopo il tizio nella corsia accanto, che più o meno ha tenuto un ritmo uguale al mio fino a quel momento. Per qualche motivo, finiamo testa a testa. Mi accorgo che dopo avermi visto, accelera. Alla fine della prima vasca è mezzo metro avanti. Facciamo inversione come tutti noi scarsi, restando dritti.

Alla fine della seconda vasca sono un po’ più indietro. Ai 100m la mia testa è all’altezza dei suoi polpacci. Continuo col mio solito ritmo.

A 150 m ormai vedo solo la punta delle sue dita dei piedi quando respiro da quel lato. E lì, mi parte una voglia irrefrenabile di arrivare primo. Inversione rapida, spingo bene con le gambe e inizio a forzare un po’ la bracciata. A 175 m siamo di nuovo testa a testa. A questo punto mi appello all’aiuto di San Carlo (Pedersoli) e decido di fare la capovolta, che mi cava fiato ma è molto più veloce. Schizzo via e inizio a forzare sul serio, come il Phelps dei poverissimi. A 200m i miei piedi sono nettamente davanti alla sua testa. Gli ho preso almeno 2 metri in appena 25.

Non sono un tipo competitivo, però se ti affianco, non devi accelerare.