Un solo peso, due misure

agosto 30, 2017

Recentemente si parla molto di reati commessi da stranieri in Italia. L’ultimo caso in ordine di tempo è quello delle due violenze sessuali perpetrate da un quartetto di “nordafricani” ai danni di una turista polacca e di una transessuale peruviana a Rimini.

Di primo accchito la reazione che ho è quella di desiderare di prendere questi quattro, spezzargli una dopo l’altra tutte le ossa delle mani, badando bene a provocare il massimo dolore, poi procedere con qualcosa come “l’aquila di sangue” che abbiamo visto usare nella serie tv Vikings per giustiziare in modo dolorosissimo un paio di persone.

Poi penso che gli stupratori e i delinquenti assortiti sono tutti uguali per peso dei loro atti, indipendentemente dalla nazionalità, che i delinquenti sono tutti uguali e inizio a chiedermi perché adottare la pena di morte in stile barbarico a loro e non ai boss mafiosi, a chi vende droghe devastanti ai ragazzini, a chi uccide la moglie o la fidanzata. Ma perché non Leggi il seguito di questo post »

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Troppo veloce

agosto 23, 2017

Dopo l’attentato di Barcellona ho pensato un bel po’, e questo è stato certamente un errore. Mentre migliaia di utenti di FaceBook si scatenavano dicendo la loro, io stavo pensando.

Poi ho iniziato a scrivere un articolo sui rapporti fra noi europei e l’Islam, partendo da un’ottica storica per arrivare ai giorni nostri. Sono convinto che nulla nasca oggi e molto si possa capire ragionando sul passato, ovvero su ciò che ha creato le condizioni per il verificarsi degli eventi odierni. E questo è certamente un errore.

Sono errori perché mentre io penso e mi documento per scrivere cose sensate, migliaia di persone stanno rimpendo il web delle proprie emozioni, spacciate per pensieri, nate in menti che non sanno nemmeno quando cavolo sia avvenuto il primo sbarco delle truppe islamiche in Spagna nel medioevo, né sanno chi fosse il principe Faisal.

Mentre io penso a come scrivere qualcosa che possa essere parte di un ragionamento e di un dibattito fra persone informate e ragionevoli, il tempo scorre velocemente, poche ore e Google mi racconta come le ricerche dei termini “musulmani”, “terrorismo” e “Barcellona” siano precipitate per essere nuovamente superate da “Juventus”, “campionato” e qualcosa sulle tette di non so che tizia del mondo dello spettacolo.

Direi che abbiamo un problema e il problema non è la mia incapacità di scrivere in due minuti un post di successo: non sono mica un giornalista!

L’agricoltura ai tempi del cambiamento

agosto 12, 2017

Non so se sia un bel titolo, ma il romanzo non è dei migliori. Al dilà di esagerazioni comprensibili dopo eventi meteorologici molto intensi, la serie di tempeste che si è abbattuta da poco sul Friuli ci deve costringere a fare una riflessione.

Durante una tempesta estiva alla fine di giugno 2017

Il clima sta cambiando, lentamente ma inesorabilmente. Forse meno lentamente di quanto gradiremmo. Sulle cause del cambiamento climatico il dibattito è molto acceso, si sono riempite migliaia di pagine e si sono scritti milioni di post su tutti i social media, ma sul fatto che ci sia un cambiamento in corso sembra che siamo tutti concordi.

Poco tempo fa ne ho scritto sul mio blog “più scientifico” in un articolo intitolato Adattarsi.

Torniamo in Friuli. Le tempeste dell’altro ieri (10 agosto 2017) hanno generato venti molto veloci, che hanno provocato ingenti danni al suolo. Alcune stazioni hanno registrato velocità attorni a 120 km/h, ma dalla mia esperienza di convivenza con la Bora, quello che ho visto fuori casa non si giustificava con meno di 150 km/h, sostenuti per almeno un minuto. Ho visto volare di tutto anche a sei – otto metri da terra. Fra le altre cose, un bidone dell’immondizia è passato a tutta velocità fuori dalla finestra del mio soggiorno, al secondo piano di una palazzina in zona Udine Nord.

Oggi sul Messaggero Veneto (il giornale locale del Friuli) leggo un articolo relativo ai danni subiti dall’agricoltura (leggi qui).

La scarsità di precipitazioni che ha colpito il Friuli a partire dall’autunno 2016 è stata piuttosto rilevante e ha culminato con una precoce siccità estiva. Questo ha indotto la Regione ad applicare una deroga al deflusso minimo vitale, per consentire la derivazione dell’acqua dal fiume e garantire un apporto irriguo tale da salvare i raccolti. A quanto ho capito il sacrificio del fiume non è stato sufficiente e i danni da siccità si sono comunque verificati, anche se credo in misura minore rispetto a quanto sarebbe accaduto senza irrigazione.

Ora le colture, e in particolare mais, vigneti e pioppeti, sono stati colpiti Leggi il seguito di questo post »