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Afghanistan

agosto 17, 2021

Quella guerra, secondo me, non è mai stata una questione di esportazione della democrazia o di difesa dei diritti delle donne afghane. La guerra in Afghanistan è stata una risposta mal riuscita all’attacco terroristico del 9/11 negli USA. Quell’attacco è stato il primo sul suolo USA dopo Pearl Harbour e il primo nel cuore degli Stati fondatori dalla fine della War of Independence.

La reazione fu dettata probabilmente dalla necessità di seppellire la brutta figura fatta dal sistema di agenzie, che avrebbero dovuto garantire la sicurezza interna negli USA. In ogni caso, avrebbe dovuto risolversi molto più rapidamente. La cosa più sensata da fare, atteso che l’Afghanistan fosse realmente il cuore dell’organizzazione terroristica mondiale islamista, sarebbe stato colpire, colpire duro, e andarsene lasciando un mucchio di macerie. A posteriori sappiamo che il risultato sarebbe stato esattamente quello ottenuto con 20 anni di impegno militare sul campo. Invece la scelta, profondamente criticata da molti durante gli ultimi 20 anni (e dunque non col senno di poi) è stata quella di impantanarsi in Afghanistan, un paese da cui nessuno straniero nella storia è uscito vincitore. Peggio ancora, la scelta è stata di comportarsi come se il Pakistan fosse un alleato, quando ospitava probabilmente più uomini di Al Qaeda dell’Afghanistan stesso. Il famigerato Osama Bin Laden non è stato scovato in Afghanistan, ma in Pakistan. I comandanti dei Talebani si sono in gran parte rifugiati in Pakistan dopo l’arrivo delle truppe NATO.

Altro errore fondamentale: la guerra non la combattono solo i soldati. Una guerra non è solo una questione militare e la sua conduzione deve tenerne conto.

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Accoglienza come?

ottobre 16, 2017

Proteste anti migranti, ce ne sono in tutta Italia e in FVG, l’ultima a Grado.

Capiamoci, che uno sia d’accordo o meno, sul fatto di accogliere migranti, rimane il fatto che esiste un disagio, una contrarietà, delle paure. Non si può trascurare il sentire del popolo, in democrazia.

Queste paure non sono generate dai politicanti di serie B, ma vengono cavalcate e quindi ingigantite da questi politicanti senza programma e senza midollo, gente che aspira allo stipendio parlamentare senza avere alcuna intenzione di fare qualcosa di buono per noi cittaddini.

Lasciando da parte queste povere persone che berciano idiozie per campare, dobbiamo avere coscienza del fatto che chiunque voglia governare l’Italia nei prossimi cinque anni dovrà spiegare, in modo chiaro e inequivocabile, come intende gestire un fenomeno, l’immigrazione clandestina, che non è oggettivamente arrestabile con azioni del solo governo italiano.

So che sembra angosciante, e lo è, ma l’Italia per la sua posizione è sempre stata un ponte attraverso il Mediterraneo. E’ per questo che (more…)

Il caso afghano

aprile 13, 2010

In Afghanistan, durante un’operazione di polizia condotta dalle forze governative afghane, in un ospedale presso Lashkar Gah, gestito dall’organizzazione Emergency, sono stati trovati armi ed esplosivi. Secondo le autorità afghane quel materiale era destinato all’esecuzione di un attentato contro il governatore della provincia. Nel corso dell’operazione sono stati arrestati tre cittadini italiani, sospettati di avere dato appoggio ai talebani, fornendo loro una base logistica presso l’ospedale.
Come al solito l’informazione è importante. In un primo momento è circolata la voce che i tre italiani avessero confessato di essere collaborazionisti, di avere cioé inteso appoggiare l’azione dei talebani contro il governatore. Successivamente il Governo afghano ha smentito la notizia, dichiarando che i tre sono sospettati, attualmente sotto interrogatorio, ma non hanno confessato nulla. E’ giunta poi voce che il magazzino dove si trovavano le armi e l’esplosivo non fosse direttamente controllato dal personale italiano. (more…)