Posts Tagged ‘Bilancio’

Ripartire

marzo 30, 2020

20200330 giorno 20 delle misure di contenimento

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Perché ti pagano

luglio 8, 2019

Vale la pena?

Come molti sapranno, dalle mie continue lagne, sono un lavoratore autonomo. Ho aperto la Partita IVA nel febbraio del 2002 e, lo confesso, ho dovuto consultare per l’ennesima volta il mio certificato di attribuzione per ricordarmelo.

[disclaimer: questo articolo è stato scritto in 11′ e non sottoposto a rilettura]

La cosa che mi ha crucciato più di ogni altra all’inizio è stato stabilire i prezzi. All’epoca di gente che facesse il mio mestiere in Friuli quasi non ce n’era. Così provai a informarmi, con colleghi più esperti di altre regioni, e scoprii dei prezzi che a me sembravano piuttosto elevati.

Volevo farmi pagare un po’ di meno, pensando che fosse corretto dato che ero agli inizi. Ma non volevo nemmeno svendere il mio lavoro, né fare concorrenza sleale agli altri. D’altro canto, avevo bisogno di guadagnare. Intendo di avere un utile, al netto di costi, tasse, contributi previdenziali, investimenti in termini di attrezzatura, formazione.

Questo è un punto importante per il lavoratore autonomo: non sei un’impresa vera e propria. No, tu non hai un capitale sociale, ma nemmeno puoi ottenere facilmente un prestito per coprire i costi di avvio dell’attività. Ci devi mettere del tuo, o farcelo mettere dai tuoi genitori. L’utile è ciò che i lavoratori dipendenti chiamano “stipendio”. Niente utile, niente vita.

All’inizio il mio utile era paragonabile a (more…)

Percorsi Insicuri e Veramente Astrusi

novembre 13, 2017

Considerazioni contro il lavoro autonomo

Stamattina ho speso 4 ore per compilare moduli, il cui scopo è accedere a un incarico, fare i calcoli per due preventivi, necessari per ottenere forse (40% di probabilità) altrettanti incarichi, ho risposto a 5 telefonate per discutere di futuri incarichi e della rendicontazione di quelli già svolti.

Le giornate sono spesso così. Peccato che io sia un biologo, non un amministratore.

Quando faccio un preventivo a un cliente in genere segue il tonfo sordo di un corpo che cade, privo di sensi, dalla sedia. Poi ci sono due possibili sviluppi iniziali. Il potenziale cliente non risponde nemmeno, oppure inizia la contrattazione. Dai, fammi di meno, fammi bene, mi raccomando, ma cosa ma come ma perché.

Sul perché, sono sempre felice di spiegare. Dopo due minuti che spiego al cliente quanto tempo ci vuole per fare le cose che mi chiede, in genere si stufa, ma non ammette che valgano ciò che chiedo. Nella maggior parte dei casi esibisco il prezziario approvato per le varie Agenzie di Protezione dell’Ambiente dell’Italia settentrionale, che comprendono quelle analisi ambientali, e si vede al volo quanto gli importi che propongo io siano inferiori. Ma questo non serve a nulla.

Una cosa che non posso fare capire è che i servizi (more…)