Posts Tagged ‘Comunicazione’

Videoconferenza

aprile 23, 2020

20200423 giorno 44 delle misure di contenimento

10:19

Gli strumenti che abbiamo a disposizione per comunicare sono straordinari. Possiamo fare sapere al mondo intero dove siamo, cosa stiamo facendo, cosa stiamo mangiando, qual’è il nostro stato d’animo. Questo si fa attraverso i così detti social media.

Privacy? Beh, se voglio raccontarvi ogni giorno di che colore sono le mutande che indosso, sono affari miei. E’ agghiacciante, ma rientra nelle mie libertà individuali.

Questi sono strumenti di comunicazione uno a molti. Pubblico uno stato su faccialibro, lo possono vedere tutti i miei contatti, oppure tutti gli utenti. Possono commentare, posso rispondere, in genere ne nascono discussioni che vengono troncate a metà perché si perdono nel marasma di mille altri commenti, notifiche ecc.

In effetti i social ci permettono di mettere in piazza gli affari nostri, ma difficilmente consentono di confrontare le idee.

Diverso è il metodo di comunicazione uno a uno, oppure fra pochi. Molti di noi hanno installato Skype sul proprio computer e sullo smartphone. Io l’ho usato moltissimo quando avevo la fidanzata a centinaia di chilometri di distanza. Dopo il matrimonio l’ho ignorato. Ma in questo periodo è tornato di moda, grazie alla possibilità di organizzare chiamate di gruppo, ovvero delle riunioni online. La stessa cosa la possiamo fare usando altri programmi. E’ diventato particolarmente di moda Zoom.

Ciò che mi ha colpito è che in questi giorni di “isolamento” sto usando i programmi per videochiamate di gruppo  con persone che non vedo da mesi o addirittura da anni. Oggi ho rivisto, sullo schermo, una persona che non vedevo dal 1995. Due sere fa ero in videochat con un amico che sta a New York. Non è che lo veda ogni mese, ma se non ci fosse CoViD-19 non l’avrei visto nemmeno in videochat. Effetto opposto rispetto alla “normalità”.

Forse la mancanza di contatti con altri umani in ufficio, nei bar, nei negozi, ci induce a cercare altri modi per soddisfare la natura sociale della nostra specie e, una volta capito che possiamo comunicare a migliaia di chilometri di distanza come a poche decine di metri, tanto vale chiacchierare con chi ci sta più simpatico e non con chi è nel nostro stesso quartiere.

Quello che manca è la possibilità di vedere che scarpe indossa il nostro interlocutore, cosa che mi ha appena consentito di fare una videochiamata a un cliente indossando infradito e pantaloncini da corsa.

Giro di boa

febbraio 10, 2020

L’anno scorso gli articoli di questo blog sono stati visualizzati da 594 visitatori, di cui 536 si trovavano in Italia e 139 negli USA.

Non ho sempre scritto tutto ciò che avrei potuto, né ho voluto indulgere in esternazioni dettate più dall’emozione che dalla ragione. Il che probabilmente spiega il successo del blog: nullo.

Chi mi conosce sa che scrivo anche su due blog tematici: uno in ambito speleologico (Diario di uno speleologo) e uno dedicato più che altro alla scienza e all’esplorazione del mondo (Osservazioni). Il successo di questi blog tematici è stato maggiore, direi di livello rionale, anche perché ho scritto più spesso e usato i social per promuovere i contenuti.

Razionalmente ho considerato l’ipotesi di chiudere questo blog, per evidente inutilità. Se ho bisogno di eruttare pensieri su società e politica, potrei farlo sui social oppure non farlo per nulla. Nell’ipotesi in cui ne avessi veramente bisogno, sarebbe meglio mi affidassi ad uno psicoterapeuta.

Tuttavia, ci sono pensieri che sui social non possono essere condivisi in modo efficace.

Mi sono chiesto se abbia senso condividerli, qualunque sia il mezzo, oppure se siano oggettivamente privi di valore. Come posso saperlo? Esaminando le statistiche relative alle visualizzazioni?

Fra gli articoli pubblicati su questo blog, solamente due hanno avuto un successo ragionevole su scala condominiale:

  1. Pillola di Ecologia #1: che cos’è l’ecologia e di cosa si occupa.
  2. L’incredibile storia di Cesare Battisti.

Per il resto, quasi tutto è passato inosservato.

La tentazione di scrivere di più, magari articoli più brevi, per capire in quali argomenti i miei pensieri interessino più di 100 persone, è molto forte. Ma dovrei affrontare la cosa come uno studio e non come un’attività a fini di comunicazione.

Uno studio richiede un’accurata progettazione e l’adozione di protocolli: cose a cui sono costretto dalla mia attività professionale, quindi non estranee, ma nemmeno particolarmente rilassanti.

Ad ogni modo, ho deciso di concedermi ancora il 2020 per scrivere questo blog. Chi dovesse leggere questo post saprà che d’ora in poi saremo coinvolti in un esperimento.

Un’avvertenza: in alcuni casi userò la satira, l’ironia, le metafore e il resoconto di eventi frutto della fantasia, come i personaggi che ne saranno protagonisti. In altri casi invece sarà tutto serissimo, reale e documentabile.

Per evitare guai, nei pezzi frutto di fantasia verrà apposta un’indicazione come “persone e fatti sono puramente frutto di fantasia, ogni apparente riferimento a fatti e persone reali è puramente casuale“.

Non scrivere!!!

agosto 26, 2018

La gente non legge più di tre righe dopo il titolo e guarda la figura dell’anteprima. Punto.

Se poi mettete come immagine un gattino va benissimo a quasi tutti. Sarebbe meglio il fondoschiena di una modella, ma poi rischiate che Feisbuc e Gugol vi cancellino e vi bannino perché siete inappropriati (mentre è ovvio che altri milioni di fondoschiena e seni al vento non lo siano).

D’ora in avanti, superate le prime tre righe fatidiche in cui tento di usare un linguaggio consono a un pubblico sensibile, diverrò a tratti scurrile. Quindi consiglio a chi non ama il turpiloquio di fermarsi alle prime tre righe come fa il 99,8% degli utenti (fonte sondaggio Spirilik – Antani).

Cerco di ripetermelo ogni mattina quando accendo il compiuter e, dopo avere messo in ordine il lavoro (more…)