Posts Tagged ‘Comunicazione’

Giro di boa

febbraio 10, 2020

L’anno scorso gli articoli di questo blog sono stati visualizzati da 594 visitatori, di cui 536 si trovavano in Italia e 139 negli USA.

Non ho sempre scritto tutto ciò che avrei potuto, né ho voluto indulgere in esternazioni dettate più dall’emozione che dalla ragione. Il che probabilmente spiega il successo del blog: nullo.

Chi mi conosce sa che scrivo anche su due blog tematici: uno in ambito speleologico (Diario di uno speleologo) e uno dedicato più che altro alla scienza e all’esplorazione del mondo (Osservazioni). Il successo di questi blog tematici è stato maggiore, direi di livello rionale, anche perché ho scritto più spesso e usato i social per promuovere i contenuti.

Razionalmente ho considerato l’ipotesi di chiudere questo blog, per evidente inutilità. Se ho bisogno di eruttare pensieri su società e politica, potrei farlo sui social oppure non farlo per nulla. Nell’ipotesi in cui ne avessi veramente bisogno, sarebbe meglio mi affidassi ad uno psicoterapeuta.

Tuttavia, ci sono pensieri che sui social non possono essere condivisi in modo efficace.

Mi sono chiesto se abbia senso condividerli, qualunque sia il mezzo, oppure se siano oggettivamente privi di valore. Come posso saperlo? Esaminando le statistiche relative alle visualizzazioni?

Fra gli articoli pubblicati su questo blog, solamente due hanno avuto un successo ragionevole su scala condominiale:

  1. Pillola di Ecologia #1: che cos’è l’ecologia e di cosa si occupa.
  2. L’incredibile storia di Cesare Battisti.

Per il resto, quasi tutto è passato inosservato.

La tentazione di scrivere di più, magari articoli più brevi, per capire in quali argomenti i miei pensieri interessino più di 100 persone, è molto forte. Ma dovrei affrontare la cosa come uno studio e non come un’attività a fini di comunicazione.

Uno studio richiede un’accurata progettazione e l’adozione di protocolli: cose a cui sono costretto dalla mia attività professionale, quindi non estranee, ma nemmeno particolarmente rilassanti.

Ad ogni modo, ho deciso di concedermi ancora il 2020 per scrivere questo blog. Chi dovesse leggere questo post saprà che d’ora in poi saremo coinvolti in un esperimento.

Un’avvertenza: in alcuni casi userò la satira, l’ironia, le metafore e il resoconto di eventi frutto della fantasia, come i personaggi che ne saranno protagonisti. In altri casi invece sarà tutto serissimo, reale e documentabile.

Per evitare guai, nei pezzi frutto di fantasia verrà apposta un’indicazione come “persone e fatti sono puramente frutto di fantasia, ogni apparente riferimento a fatti e persone reali è puramente casuale“.

Non scrivere!!!

agosto 26, 2018

La gente non legge più di tre righe dopo il titolo e guarda la figura dell’anteprima. Punto.

Se poi mettete come immagine un gattino va benissimo a quasi tutti. Sarebbe meglio il fondoschiena di una modella, ma poi rischiate che Feisbuc e Gugol vi cancellino e vi bannino perché siete inappropriati (mentre è ovvio che altri milioni di fondoschiena e seni al vento non lo siano).

D’ora in avanti, superate le prime tre righe fatidiche in cui tento di usare un linguaggio consono a un pubblico sensibile, diverrò a tratti scurrile. Quindi consiglio a chi non ama il turpiloquio di fermarsi alle prime tre righe come fa il 99,8% degli utenti (fonte sondaggio Spirilik – Antani).

Cerco di ripetermelo ogni mattina quando accendo il compiuter e, dopo avere messo in ordine il lavoro (more…)

Qualcosa non è delocalizzabile

aprile 18, 2018

Sono le produzioni specializzate nel campo agroalimentare. Ascoltando distrattamente un servizio giornalistico su Vinitaly ho sentito qualcuno dire una cosa sensata: la produzione del vino non è delocalizzabile. Non puoi fare un Chianti Classico in Cina!

Ci sono però alcune cose di cui tenere conto. La prima è che questo riguarda sia il vino che altri prodotti, ad esempio i “miei” amati formaggi.
Puoi fare un formaggio di latte vaccino in un impianto industriale tedesco con latte proveniente da una stalla industriale, certamente costerà molto poco, ma non potrà sostituire per me il formaggio prodotto in una piccola malga della Carnia, in quantità irrisorie, usando il latte di poche vacche al pascolo semibrado, che costerà molto ma avrà un corredo di profumi, una consistenza e un sapore che nessun prodotto industriale riuscirà ad imitare.

Ma, c’è un ma. Attenzione cari amici, perché il gusto fa parte delle mode. Oggi andiamo in delirio di fronte a (more…)