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Una madre

aprile 15, 2022

È il venerdì “santo” per coloro che appartengono alle chiese cristiane occidentali. In questo giorno, convenzionalmente, si fa ricadere la ricorrenza della passione di Gesù.

Ho incontrato molte madri nel mio mezzo secolo di vita, di molte altre ho sentito raccontare, o ne ho letto. Madri che per proteggere i propri figli hanno fatto di tutto, pure sacrificare la propria vita. Solo una madre, di cui ho avuto notizia, fa eccezione.

Maria di Nazareth, lasciando per ora da parte ogni considerazione sulla miracolosa partenogenesi, ha portato in grembo Gesù, lo ha partorito, nutrito, cresciuto e infine lo ha accompagnato al patibolo, senza obiettare. Questa è l’unica madre di cui ho notizia ad avere accettato il sacrificio del proprio figlio per salvare quelli di ogni altra donna.

Non sto ora a spiegarvi la mia teologia eretica, ma se Gesù, per quanto uomo nel corpo, doveva essere conscio della propria natura spirituale, per Maria quel giorno fu l’apice di una fede profonda. Anzi, potremmo dire che Maria non aveva semplicemente fede, sapeva. Era probabilmente l’unica, oltre a Gesù stesso, ad avere perfetta conoscenza della natura di quel suo figlio.

Ci penso spesso, nelle meditazioni e a volte vagando con la mente. È contemplare qualcosa di molto più straordinario rispetto ad azioni come moltiplicare pani e pesci, guarire storpi o mutare l’acqua in vino.

Grazie scuola per tutto questo

ottobre 15, 2021

Per me la scuola superiore è stata una immensa rottura di scatole, cinque anni durante i quali sono sopravvissuto aspettando di andare a studiare sul serio all’Università. In particolare vorrei ricordare un paio di insegnanti che sono, a mio modo di vedere, il simbolo di una categoria, responsabile del caos che impera oggi in Italia.

Una è la mia insegnante di Matematica e Fisica. Priva di capacità didattica e relazionale. Se fosse per lei non sarei in grado di integrare nemmeno una funzione di primo grado e probabilmente crederei nell’esistenza del moto perpetuo. Per fortuna mio padre era docente di Matematica e Fisica, in una scuola molto meno “prestigiosa” del Liceo Scientifico (secondo la moda del tempo), e mi insegnò molto bene sia la Fisica che l’analisi matematica, tanto che all’Università, iscritto a Scienze Biologiche, nemmeno mi degnai di studiare per superare i due esami.

L’altra è l’insegnante di Scienze che avrebbe dovuto fornirci gli elementi fondamentali della Biologia. Era una chimica appassionata e da subito chiarì che la Biologia è una cavolata senza senso, per cui ci avrebbe insegnato solo Chimica. Se ne stra fregò del programma ministeriale, sebbene fosse stata assunta per seguirlo. Risultato, arrivai al primo anno di Università senza avere ascoltato mai una lezione sulla mitosi o sulle proteine. Sempre grazie a quel sant’uomo di mio padre, potevo permettermi di acquistare libri in quantità e studiai per i fatti miei.

Ora, immaginate un popolo istruito da gente del genere. Fatto? Ora guardate cosa succede da quando è iniziata questa pandemia. La gente non sa cosa sia un virus, non sa cosa sia un vaccino, non sa cosa siano i linfociti B, ma nemmeno cosa siano gli anticorpi. La gente non sa, non conosce la differenza fra DNA e RNA, figurarsi se sa che un mRNA non si integra nel nostro genoma senza una serie di passaggi complicati, che nel nostro organismo non avvengono a meno che non si tratti di un film fantascientifico catastrofico e ci si metta di mezzo la Umbrella corp. (quella di Resident Evil, avete presente?).

Ringrazio la scuola italiana per non avere fornito ai cittadini nemmeno un briciolo di conoscenza su ciò che serve a capire meglio cosa stia succedendo. I cittadini sono formati dalla fantascienza, dai social dove ogni psicopatico è libero di scrivere ciò che gli pare, i cittadini sono mantenuti scientemente nell’ignoranza per poterli gestire meglio, ma anche grazie al fatto che il ruolo fondamentale di insegnante è stato (e temo sia ancora) attribuito a persone a cui non affiderei nemmeno un compito semplicissimo ed innocuo, perché un incapace, dovunque si trovi, può provocare eventi avversi.

Insegnare è uno dei compiti più importanti e gravosi in qualunque società. Nella nostra, molti hanno decisamente fallito.

Si decapitano i cervelli

agosto 19, 2015

La notizia dell’esecuzione dell’archeologo Khaled al Asaad in Siria potrebbe sembrare una delle tante notizie di esecuzioni effettuate da parte del così detto ISIS, tuttavia in questo caso c’è qualcosa di più.

Si tratta di un caso in cui la decapitazione è doppia, nel senso che non solo è stato ucciso un uomo, ma è stato tolto di mezzo un cervello pieno di conoscenza. L’organizzazione che chiamiamo ISIS non è composta esclusivamente da fanatici idioti, ma ha evidentemente un coordinamento da parte di persone capaci, dotate di intelligenza, per quando discutibile sia il suo uso.

La conoscenza è qualcosa di estremamente pericoloso. Gira voce che al Asaad sia stato interrogato lungamente per ottenere informazioni su “tesori” di epoca romana nascosti prima dell’arrivo dei miliziani ISIS e si dice che la sua decisione di negare le informazioni richieste sia la causa della sua morte. E’ una motivazione credibile, ma semplicistica, che ci fa credere di avere a che fare con bande di predoni crudeli. Eppure, se le informazioni fossero state così interessanti, avrebbero potuto continuare a interrogarlo, cambiando metodo, per mesi magari.

Una motivazione meno semplicistica è (more…)