Posts Tagged ‘Fede’

Una madre

aprile 15, 2022

È il venerdì “santo” per coloro che appartengono alle chiese cristiane occidentali. In questo giorno, convenzionalmente, si fa ricadere la ricorrenza della passione di Gesù.

Ho incontrato molte madri nel mio mezzo secolo di vita, di molte altre ho sentito raccontare, o ne ho letto. Madri che per proteggere i propri figli hanno fatto di tutto, pure sacrificare la propria vita. Solo una madre, di cui ho avuto notizia, fa eccezione.

Maria di Nazareth, lasciando per ora da parte ogni considerazione sulla miracolosa partenogenesi, ha portato in grembo Gesù, lo ha partorito, nutrito, cresciuto e infine lo ha accompagnato al patibolo, senza obiettare. Questa è l’unica madre di cui ho notizia ad avere accettato il sacrificio del proprio figlio per salvare quelli di ogni altra donna.

Non sto ora a spiegarvi la mia teologia eretica, ma se Gesù, per quanto uomo nel corpo, doveva essere conscio della propria natura spirituale, per Maria quel giorno fu l’apice di una fede profonda. Anzi, potremmo dire che Maria non aveva semplicemente fede, sapeva. Era probabilmente l’unica, oltre a Gesù stesso, ad avere perfetta conoscenza della natura di quel suo figlio.

Ci penso spesso, nelle meditazioni e a volte vagando con la mente. È contemplare qualcosa di molto più straordinario rispetto ad azioni come moltiplicare pani e pesci, guarire storpi o mutare l’acqua in vino.

Inaccettabile

gennaio 20, 2022

Non so quando sia cominciato tutto questo, ma è sicuro che noi umani, da lungo tempo, inventiamo storie più o meno fantasiose per sfuggire al terrore della realtà.

L’attuale pandemia di CoViD-19 mette bene in evidenza ciò che è utile per confermare la tesi: molti umani stanno inventando delle storie alternative a quella che con maggiore probabilità è vera. Esistono in natura i virus, nel replicarsi incorrono in errori che determinano mutazioni, per quanto siano improbabili le mutazioni che consentono un salto di specie, le replicazioni sono miliardi e questo fa sì che eventi molto improbabili accadano. È una proprietà delle probabilità. Se la probabilità che un evento accada è 0,000000001 (1 su un miliardo) e facciamo due miliardi di prove, l’evento accade? Potrebbe accadere 2 volte, oppure 0 volte, o anche 3. Ma se facciamo un numero enorme di prove, dividendo il numero di eventi per quello delle prove otterremo 0,000000001. E questo è terrificante, ci spaventa perché non sappiamo quando accadrà, possiamo solo sapere che non è impossibile e quanto sia probabile accada a ogni prova. Uno su un miliardo è poco? Non se tu sei lo sfortunato. È poco se parliamo di vincere la lotteria, ma ci fa paura se si tratta di ammalarsi in modo grave.

Le persone si spostano rapidamente sulla superficie della Terra, incontrano altre persone. I virus a trasmissione aerea si diffondono molto rapidamente in luoghi affollati. Non siamo in grado di prevedere l’insorgenza di una nuova malattia, non sappiamo quando comparirà un nuovo patogeno né che caratteristiche avrà. Non sappiamo se ci ammalaremo, se soffriremo molto, non sappiamo quando moriremo, anche se abbiamo la certezza che questo prima o poi accada. Questo quadro è terrificante!

La nostra mente, per evitare di subire gli effetti di tale consapevolezza, crea storie incredibili, che si trasformano in credibili (ai nostri occhi) proprio per proteggerci, per negare quel poco che sappiamo e ci spaventa tantissimo.

Molti sostengono che questa sia l’origine delle religioni e che il clero di ognuna di esse, indipendentemente da epoca e area in cui si trovasse, ne ha sempre approfittato per dominare, o indirizzare gli umani all’obbedienza. Pur essendo un credente, devo ammettere che la tesi degli atei, agnostici e anticlericali sia più che supportata da dati, ma allo stesso tempo è empirica e risponde alla stessa esigenza di inventare una storia confortante: se le religioni fossero solo superstizione e strumento di controllo psicologico , non esisterebbe alcun essere superiore col potere di giudicarci ed eventualmente punirci con eterne sofferenze, inoltre potremmo serenamente crearci una morale personale, che ammetta il perseguimento di obiettivi individuali a nostro piacimento.

Recenti ricerche suggeriscono che un importante sito protostorico al margine del rift del Mar Morto sia stato distrutto da un meteorite. Chi sopravvisse raccontò di avere assistito alla distruzione a causa del fuoco che cadde dal cielo. Era necessario individuare una causa comprensibile, qualcosa di gestibile ed evitabile. La spiegazione che gli uomini di allora dettero dell’evento è ben descritta nel Libro della Genesi.

“quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore.” (Genesi 19:24)

Ecco che ci infiliamo in un groviglio logico. Gli abitanti della zona non sapevano cosa fosse un meteorite, quindi interpretarono la caduta di un oggetto a temperatura altissima come un gesto divino, assimilabile ad azioni che potrebbero essere compiute da umani, ma ad una scala enorme. Solo Dio avrebbe potuto generare un’onda d’urto e un aumento di temperatura così grandi. D’altro canto, gli atei tentano di negare la nostra incapacità di conoscere le cause prime degli eventi che osserviamo: l’attuale scienza riguarda il come accadano, non il perché. Nessuno può sapere, in base a osservazioni fatte seguendo il metodo scientifico, se esista una volontà suprema in grado di impostare la traiettoria di un meteorite in modo che l’interazione gravitazionale con altri corpi celesti lo faccia collidere con la Terra centrando l’area delle sponde del Mar Morto. Per evitare la paura di essere inceneriti a causa dell’immoralità dei nostri vicini di casa, è meglio negare l’esistenza di un Giudice supremo così potente e determinato. Spesso coloro che dichiarano di essere razionali e illuminati, spostano i meccanismi della superstizione nel campo scientifico, attribuendo alla scienza un ruolo che non ha e trasformandola in religione.

Ecco quindi perché chi non può capire come compaia un virus nuovo tenda a negarne l’esistenza o inventi teorie sulla sua creazione volontaria da parte di umani malvagi.

Natale 2017

dicembre 27, 2017

Chi mi conosce veramente sa di me che sono terribilmente legato ai riti. Legato ai miei riti, ai gesti, al ricordo, agli oggetti. Allo stesso modo rispetto molto i riti personali degli altri, ma sono insofferente nei confronti dei riti collettivi.

Il Natale è purtroppo un insieme di ritualità, dove quella intima e personale viene travolta da quella collettiva, sia sul piano religioso che su quello terreno. Siamo sommersi dalle “cose da fare”, che sono da fare in quanto riti, ma non scelte.

Ogni volta che partecipo a una messa natalizia la mia fede vacilla. Il disagio è grandissimo e man mano che il rito si sviluppa diventa sofferenza, infine un enorme dolore psicologico, che invade l’anima. Le celebrazioni natalizie potrebbero rendermi ateo.

Fortunatamente ci sono passato tanti anni fa, quando dopo la Prima Comunione decisi (more…)