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La disinformazione in guerra e in pace

Maggio 9, 2022

Anime candide si stupiscono e indignano per l’uso russo (e ucraino) della “dezinformatzija“.

Tanto per cominciare, un secolo fa l’URSS creò strutture dedicate proprio alla produzione della disinformazione, è una tradizione ormai consolidata. Non mancando di senso dello humor, una grossa parte della disinformazione rivolta all’opinione pubblica interna era affidata alla stampa e in particolare alla famosa Pravda, che in russo significa Verità.

Il logo dello storico giornale sovietico

In secondo luogo, la disinformazione a scopo propagandistico è stata abbondantemente usata in Italia nel corso dell’ultimo secolo. Pensate ad esempio alle false informazioni diffuse riguardo al potenziale produttivo e militare del paese ai tempi di Mussolini. Ricordate le campagne di propaganda volte a cancellare la coscienza storica delle minoranze etniche (fra cui friulani, occitani ecc.) nell’ambito della Repubblica Italiana.

Non possiamo dimenticare la valanga di falsità che sono state diffuse su ogni argomento negli ultimi decenni, usando sapientemente la televisione prima e internet poi.

Ci sono i bufalari per diletto, ma ci sono anche i disinformatori professionisti, che trovano oggi un essenziale aiuto nei condivisori seriali da social network. La bufala è molto apprezzata, che si parli di mozzarella o di informazioni.

Idiozie poco originali

marzo 12, 2022

Ciò che mi stupisce, riguardo alla guerra in Ucraina, è lo stupore che manifestano nel mondo i cittadini dei social network. Non trovo nulla di nuovo in questa guerra. I miei familiari hanno combattuto e sofferto nel corso di due guerre mondiali, generate da interessi economici e alimentate dal nazionalismo. Mia madre è stata una bambina che fuggiva ad ogni allarme, ha visto cose orribili e me le ha raccontate. Io sono stato cresciuto con la consapevolezza di cosa sanno fare gli umani. Non mi aspetto una guerra asettica, una sfida fra eserciti in un campo dove non ci siano città, scuole, case, ospedali. La guerra in fin dei conti è soprattutto questo, fra l’incendio di Ilio nell’età del bronzo e la distruzione di Hiroshima sono cambiati gli strumenti, ma non la mentalità umana.

Un’altra cosa che mi stupisce è l’acritico schieramento anti russo e pro ucraino, o viceversa. Non si tiene conto del fatto che i due paesi si scambiano “gentilezze” da anni e che nessuno dei due è esattamente un nido di angeli del Paradiso. A volte i mezzi di disinformazione di massa ci permettono di ascoltare discorsi arroganti da entrambe le parti. Solo che nessuno sta colpendo la periferia di Mosca. La nostra solidarietà dovrebbe andare alla povera gente, non a presidenti e nazionalisti vari.

A proposito, il carburante per autotrazione sopra i 2 €/l è speculazione e riguardo al paventato sciopero dei camionisti, ricordiamoci come iniziò in Chile nel 1972. Chi sta sanzionando chi?

Le molte cronache

marzo 5, 2022

In questi giorni di guerra in Europa orientale è facile rilevare la difformità fra le cronache. Le notizie riportate dai mezzi di informazione e disinformazione sono diverse fra loro a seconda del paese di appartenenza dei redattori. In Italia, allineata con la posizione americana (e dunque NATO), si distribuiscono informazioni diverse da quelle che si leggono sui portali russi o cinesi.

Provate a scorrere le notizie sui siti dell’ANSA, della CNN, di Al Jazeera, della TASS, della Xinhua.

Gran parte delle differenze non riguardano narrazioni  diverse dello stesso fatto, ma il resoconto di fatti diversi.

Questo fenomeno è del tutto normale e storicamente attestato. Dove disponiamo di fonti plurime riguardo a eventi del passato, le narrazioni differiscono allo stesso modo, a volte ancora di più.

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