Posts Tagged ‘Guerra’

Le molte cronache

marzo 5, 2022

In questi giorni di guerra in Europa orientale è facile rilevare la difformità fra le cronache. Le notizie riportate dai mezzi di informazione e disinformazione sono diverse fra loro a seconda del paese di appartenenza dei redattori. In Italia, allineata con la posizione americana (e dunque NATO), si distribuiscono informazioni diverse da quelle che si leggono sui portali russi o cinesi.

Provate a scorrere le notizie sui siti dell’ANSA, della CNN, di Al Jazeera, della TASS, della Xinhua.

Gran parte delle differenze non riguardano narrazioni  diverse dello stesso fatto, ma il resoconto di fatti diversi.

Questo fenomeno è del tutto normale e storicamente attestato. Dove disponiamo di fonti plurime riguardo a eventi del passato, le narrazioni differiscono allo stesso modo, a volte ancora di più.

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Vento di guerra

marzo 3, 2022

In un certo senso la Bora che soffiava domenica scorsa in Carso avrebbe potuto portare l’odore della guerra, ma ci avevano già pensato i mezzi di informazione e disinformazione di massa.

Dopo molte settimane di preparativi, le forze armate russe hanno fatto ingresso nel territorio dell’Ucraina, avanzando sia nelle aree controllate dai “ribelli filo russi” che in altre zone del paese. L’operazione è stata condotta con un attacco a tenaglia, da più direzioni, escludendo solamente il fianco occidentale dell’Ucraina, dove si trovano paesi ostili alla Russia.

Finora non si è capito esattamente quale fosse il piano russo, ma sembra di intuire che l’idea fosse quella di sfasciare le forze armate ucraine e compiere una rapida avanzata verso Kyiv (Kiev in russo), prendere la capitale, catturare, eliminare o fare fuggire il presidente Володимир Олександрович Зеленський (Zelens’kyj). Non ho informazioni riguardo all’attuale stato delle forze ucraine, ma l’avanzata russa sembra piuttosto lenta, se ci si aspetta una Blitzkrieg. Dobbiamo però ricordare che durante la II Guerra Mondiale la Germania attaccò verso occidente il 10 maggio 1940 e la Francia capitolò il 25 giugno successivo.

Al momento le notizie che riceviamo in Italia parlano di una resistenza strenua da parte degli ucraini, con molte migliaia di civili armati e altri che si stanno preparando auto costruendo bottiglie incendiarie. Queste ultime erano note una volta come “bombe Molotov” dal nome del Ministro degli Esteri dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche Вячеслав Михайлович Молотов. Pare che l’invenzione dell’ordigno incendiario sia in effetti stata fatta dai franchisti spagnoli, che lo usavano contro i carri armati inviati dall’URSS a supporto delle truppe repubblicane. Ad ogni modo, se i civili armati di bottiglie incendiarie contrasteranno l’avanzata russa nella città di Kyiv, ne verrà fuori un massacro. Forse i russi stanno evitando di entrare a Kyiv proprio per non doversi impegnare in una battaglia urbana, che difficilmente si può vincere senza gravi perdite, a meno di radere al suolo mezza città usando artiglieria e bombardieri.

Ieri l’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione di condanna dell’attacco russo all’Ucraina. Ci sono stati 141 voti favorevoli e 5 contrari, ma anche molti astenuti. Esaminando la lista dei paesi astenuti si nota in cima la Cina, seguita da molti altri paesi che hanno posizioni contrarie agli USA o sono economicamente controllati dalla Cina.

Afghanistan

agosto 17, 2021

Quella guerra, secondo me, non è mai stata una questione di esportazione della democrazia o di difesa dei diritti delle donne afghane. La guerra in Afghanistan è stata una risposta mal riuscita all’attacco terroristico del 9/11 negli USA. Quell’attacco è stato il primo sul suolo USA dopo Pearl Harbour e il primo nel cuore degli Stati fondatori dalla fine della War of Independence.

La reazione fu dettata probabilmente dalla necessità di seppellire la brutta figura fatta dal sistema di agenzie, che avrebbero dovuto garantire la sicurezza interna negli USA. In ogni caso, avrebbe dovuto risolversi molto più rapidamente. La cosa più sensata da fare, atteso che l’Afghanistan fosse realmente il cuore dell’organizzazione terroristica mondiale islamista, sarebbe stato colpire, colpire duro, e andarsene lasciando un mucchio di macerie. A posteriori sappiamo che il risultato sarebbe stato esattamente quello ottenuto con 20 anni di impegno militare sul campo. Invece la scelta, profondamente criticata da molti durante gli ultimi 20 anni (e dunque non col senno di poi) è stata quella di impantanarsi in Afghanistan, un paese da cui nessuno straniero nella storia è uscito vincitore. Peggio ancora, la scelta è stata di comportarsi come se il Pakistan fosse un alleato, quando ospitava probabilmente più uomini di Al Qaeda dell’Afghanistan stesso. Il famigerato Osama Bin Laden non è stato scovato in Afghanistan, ma in Pakistan. I comandanti dei Talebani si sono in gran parte rifugiati in Pakistan dopo l’arrivo delle truppe NATO.

Altro errore fondamentale: la guerra non la combattono solo i soldati. Una guerra non è solo una questione militare e la sua conduzione deve tenerne conto.

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