Posts Tagged ‘Industria’

Conflitti globali e guai in casa

aprile 19, 2022

Più di qualcuno spinge noi europei a tagliare i legami commerciali con la Russia. Questo ci porterà alcuni grossi problemi.

Il brutto è che subito dopo verremo spinti contro la Cina e lì saranno enormi guai! Perché oggi gran parte della nostra capacità produttiva è scomparsa. Dalla Cina importiamo materie prime, semilavorati e prodotti finiti. Da dove credete vengano gli integrati del vostro smartphone? E i vostri abiti? Attenzione, perché in Europa abbiamo chiuso fabbriche e laboratori artigiani, portato all’estinzione i mestieri, persa la capacità. È stato un errore, che molti hanno indicato per due decenni almeno. Ma Cassandra non l’ascolta nessuno.

La sicurezza viene dopo

aprile 3, 2018

Alle prossime regionali non voterò per chi mi propone “la sicurezza al primo posto”. Non è che non ritenga importante la sicurezza, a me piace la sicurezza, al limite i rischi me li voglio scegliere da solo, ma trovo che proporla come primo e più importante punto di un programma amministrativo e politico sia sbagliato. Mi spiego.

Noi tutti abbiamo una sensazione crescente di mancanza di sicurezza, derivante soprattutto dal martellamento costante da parte dei mezzi di disinformazione di massa. In realtà i reati in Italia sono in diminuzione, anche perché l’Italia non è mai stata un paese del tutto sicuro. Senza tema di smentita posso affermare che la microcriminalità e la criminalità organizzata hanno spadroneggiato in Italia da ben prima che io nascessi.

Ma veniamo all’oggi. Innanzitutto vi faccio notare che il Friuli Venezia Giulia non è per nulla marginale, ma bensì quasi al centro di un continente, punto di contatto fra mondi diversi, il che non può che essere un enorme vantaggio.

L’Italia in generale e il Friuli Venezia Giulia in particolare hanno sofferto molto la crisi, che altro non è se non la fusione fra una crisi finanziaria e una crisi del sistema produttivo. Le fabbrichette non hanno chiuso perché c’è stato il gran patatrac delle borse americane, non solo per quello. Hanno chiuso perché la produzione di molti beni si è spostata all’estero, perché il mercato è cambiato, perché in Italia l’energia costa di più, il lavoro costa di più, le tasse sono più elevate, la logistica è cattiva, l’innovazione di cui tutti parlano riguarda una parte delle imprese ma non la massa di coloro che avevano fatto fortuna fra gli anni ’60 e ’90 del secolo scorso.

Ma non partirò dalla produzione industriale, perché il perdurare della crisi dipende da un sistema inadeguato.

La sanità è in difficoltà, anche perché ci sono stati cambiamenti importanti, sono aumentate le malattie di tipo cronico degenerativo, per lo meno quelle diagnosticate e dunque che richiedono più analisi, visite, interventi. Il numero di cittadini è rimasto più o meno invariato rispetto agli anni ’80, ma sono cambiate le esigenze. Ora è ovvio che bisogna ripensare il sistema (more…)

Migranti

luglio 4, 2017

Scusate se sarò cinico e politically incorrect, ma dell’ipocrisia ne ho le tasche piene.

Innanzitutto bisogna fare una corretta distinzione fra profughi e migranti per motivi economici. Il profugo fugge da una guerra o da persecuzioni. Il migrante economico cerca condizioni di vita migliori, ovvero fugge la povertà.

Molti dei nostri parenti sono stati migranti economici, imbarcandosi verso l’America o l’Australia, oppure spostandosi attraverso l’Europa in cerca di lavoro che consentisse di inviare a casa del denaro. Molti si sono spostati con le famiglie e stabiliti definitivamente nei paesi di destinazione. Alcuni italiani hanno continuato a fare il loro lavoro di mafiosi in America, altri hanno continuato a fare lavori onesti. In questo momento ci sono più friulani fuori dal Friuli che in patria, ammesso che sappiano di esserlo (quelli in patria).

Il motivo per cui oggi milioni di persone si spostano attraverso il mondo è identico a quello di cinquanta, cento, mille anni fa. In questo momento chi vive in Europa sta in pace, ha da mangiare ogni giorno, acqua potabile che esce dal rubinetto di casa. Come surplus, auto privata, smartphone anche ai più poveri e televisioni in ogni casa. Sono cose estremamente preziose per chi è nato e cresciuto in luoghi dove ci sono continue guerre e scontri etnici, dove trovare da mangiare può essere un’impresa molto difficile, dove l’acqua è spesso lontana e di qualità pessima.

Quando l’abitante del “terzo mondo” scopre lo stile di vita dell’Europa, lo desidera. Voi non lo fareste? Così come la vedono questi disperati basta spostarsi (more…)