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Non fu solo il comunismo

febbraio 11, 2022

Nel 1988 iniziai ad analizzare il comunismo, per giungere a una netta contrapposizione rispetto ai comunisti nel 1990.

All’epoca si riteneva che, eliminato il comunismo, la Russia sarebbe diventata un paradiso di libertà e ricchezza.
Io teorizzai qualcosa di molto diverso, perché se è vero che il comunismo non è un sistema umanamente attuabile, in quanto opposto al “modo di essere” degli umani, molto aveva contato la cultura dei popoli che avevano tentato di adottare quel sistema.

In sostanza pensavo che i russi, comunisti o meno, fossero innanzitutto russi. Nazionalisti, con mire imperialiste, spietati nel perseguire i propri obiettivi e pronti a prevaricare chiunque.

Ovviamente non sono cieco e so bene che il paese in cui vivo non è autonomo rispetto al controllo degli USA, ma trovo che l’influenza americana ci abbia permesso si vivere piuttosto bene negli ultimi 70 anni, al netto del fatto che i nostri politici degli anni fra il 1950 e il 1990 non hanno saputo creare, coi soldi forniti dagli USA, condizioni tali da permetterci di vivere bene anche dopo la diminuzione del supporto economico atlantico. Credevano che saremmo rimasti per sempre la prima linea contro l’Est comunista. Invece la prima linea nella lotta fra i due imperi che si contendono l’Europa si è spostata a oriente e noi da trent’anni perdiamo terreno.

Paese a tre o quattro velocità

Maggio 7, 2020

20200507 giorno 58 delle misure di contenimento

12:00

Ho letto un articolo su Open, riguardo all’accesso alla didattica online. Ci sono grossi problemi in Italia, particolarmente gravi in alcune regioni. Potete leggere l’articolo qui.

La mia opinione.

L’istruzione è un diritto fondamentale. Se si opta per l’istruzione a distanza, è necessario che Stato e Regioni mettano tutti i cittadini in condizione di accedere all’istruzione. E’ grave fare lezione in locali fatiscenti (come accade spesso), ma peggio è non fare per nulla lezione.

Vi immaginate una famiglia fortunata, con la benedizione di due figli e i due genitori con lavoro? I due genitori in smart working, devono usare la connessione. I due figli in smart school devono usare la connessione. Magari uno è alle medie, l’altro alle superiori. Possiamo costringere le due scuole a coordinarsi per soddisfare le esigenze di tutte le famiglie? No. Quindi, in questa famiglia fortunata servono connessione capace, 1 router wifi decente, 4 apparati, 4 postazioni in cui i 4 soggetti non si disturbino a vicenda.
Ora immaginate una famiglia non fortunata dal punto di vista lavorativo. Certo, meno esigenze di smart working, ma meno soldi per comprare tablet e router e balle varie. Mi direte: scommetti che papà la connessione alla smart tv per vedere le partite di calcio ce l’ha? Lo ammetto, è probabile: in molte famiglie, sebbene di modeste capacità economiche, si dà la precedenza al superfluo per avere una “boccata di benessere”. Ma non possiamo generalizzare, in questo caso. Non mi interessa farlo: fossero anche 10 i ragazzini esclusi dalle lezioni, io non sarei contento. Ecco.

Anche perché l’ignoranza è già troppo diffusa oggi, immaginate se non si andasse a scuola.

Indagini in corso

Maggio 6, 2020

20200506 giorno 57 delle misure di contenimento

44° anniversario del taramòt in Friuli

14:50

Ho ascoltato alcune chiacchierate, su BBC World Service, riguardo alle indagini per ricostruire il percorso di SARS-CoV-2 da Wuhan a ogni paese del mondo.

Riuscirci è importantissino: ci aiuterebbe a elaborare misure contro la diffusione del prossimo virus.

Perché probabilmente ce ne sarà un altro, così come ci saranno altri terremoti, incendi, frane, siccità.

Si impara studiando il passato, per agire meglio in futuro.

Non è facile ricostruire la storia di questo virus. Ci sono stati molti casi di persone con sintomi simili a quelli di CoViD-19, magari nelle forme più blande. Erano provocati da questo virus? A distanza di quasi 5 mesi, dal momento in cui la diffusione ha avuto un’accelerazione, pare si possano solo fare ipotesi, cercando gli anticorpi specifici nel sangue di chi ha memoria di una “brutta tosse”, o dei casi di polmonite non classificata.

In questo credo possa essere molto efficace la raccolta di dati attraverso una forma di collaborazione, un po’ di citizen science. Sicuramente si raccoglie tanta informazione, fra cui una quota enorme di fraintendimenti. Ma nel caso di CoViD-19 c’è modo di validare il dato, attraverso analisi.

Spero che gli epidemiologi riescano a ricostruire percorsi e meccanismi di diffusione, consentendoci di avviare una nuova epoca nella biosicurezza. Sempre ammesso che si vada d’accordo sul’opportunità di incrementare la biosicurezza, cosa che probabilmente richiede qualche limitazione permanente della nostra libertà di spostamento.