Posts Tagged ‘mercato’

Conflitti globali e guai in casa

aprile 19, 2022

Più di qualcuno spinge noi europei a tagliare i legami commerciali con la Russia. Questo ci porterà alcuni grossi problemi.

Il brutto è che subito dopo verremo spinti contro la Cina e lì saranno enormi guai! Perché oggi gran parte della nostra capacità produttiva è scomparsa. Dalla Cina importiamo materie prime, semilavorati e prodotti finiti. Da dove credete vengano gli integrati del vostro smartphone? E i vostri abiti? Attenzione, perché in Europa abbiamo chiuso fabbriche e laboratori artigiani, portato all’estinzione i mestieri, persa la capacità. È stato un errore, che molti hanno indicato per due decenni almeno. Ma Cassandra non l’ascolta nessuno.

Rieducazione dalla rete – il gombloddoh delle biondone in bikini

marzo 21, 2022

Si dice che sui social ti vengano proposti automaticamente post e inserzioni in base al tuo profilo, ma anche in base a ciò che guardi. Ad esempio, su Ig quando vai sulla pagina “ricerca” e ti mette un sacco di post “a caso”.
Non capivo perché Ig mi continuasse a proporre biondone che indossano bikini coppa E (forse pure H se esistesse). Anche nel caso di foto vintage Ig si orientava in modo difforme dai miei gusti, ad esempio mi proponeva immagini di una giovane Anita Ekberg se ravanavo cose di cinema, mentre per me i modelli di donna super (super) attraente sono Claudia Cardinale e Sophia Loren!

Allora ho fatto una prova. Ho cliccato “segui” su una serie di profili di canali che pubblicano solo foto di ste biondone. Ho chiuso la app, riavviato il telefoto e riavviato la app. Mi propone una serie infinita di post su nodi, corde, grotte, arrampicata su ghiaccio, pesca in apnea, bouldering, fauna & flora, trekking e tutta l’altra roba che mi interessa molto più delle biondone strabordanti.

Conclusione: Ig ha un algoritmo che definirei “educazione alla normalità“, il cui scopo potrebbe essere guidarci secondo quello che deve essere il pensiero comune di noi droidi consumatori. Se ciascuno di noi avesse i propri gusti, in fatto di moto, di ragazze, di bevande, di televisori ecc, il mercato sarebbe più complicato. Meglio semplificare, puntare su un confortante luogo comune. E gran parte di noi si crogiola in questo. Prova a dire a un altro maschio che a te le biondone dal seno straripante non interessano, ti guarda con aria compassionevole e ti dà del bugiardo ipocrita. Come quando dico a un friulano che a me non piacciono gli asparagi con l’uovo sodo (nemmeno il demonio cucina quella roba!).

Nel momento in cui io, maschio cinquantenne italico, ho finalmente cliccato sulle biondone formose, l’algoritmo educatore di Ig si è tranquillizzato e mi ha permesso di continuare a vedere le cose che a suo giudizio non dovrebbero interessarmi. “Ahh ecco”, avrà pensato l’algoritmo, “è normale anche lui”. Ooo nennoo, normale lo dici a tu fratello, ist das klar?

Social media managers di tutto il mondo unitevi!!

PS: questo sembra un post umoristico, ma l’esperimento l’ho fatto sul serio e l’esito è stato proprio quello descritto!

Incoerenza

marzo 6, 2021

Sono andato in un grande supermercato a fare la spesa. Mi capita, quando finisco di lavorare dopo le 19:30 che, qui in Friuli, segnano l’inizio dell’ora di cena.

Nel reparto orto frutticolo c’è un settore con grandi cartelli “Bio”. Confesso di averlo ignorato per sette anni. Questa volta ho guardato cosa ci fosse in quel settore: a fianco delle logiche patate, arance, cipolle, biete e cavoli assortiti ho notato zucchine, melanzane, peperoni. Bio eh.

Ora, spiegatemi quale logica c’è nel mettere a disposizione ortaggi estivi a inizio marzo, marchiandoli “bio”.

La logica è semplice: sono certamente stati coltivati rispettando rigidi disciplinari “bio”, che ovviamente non hanno un accidente a che vedere con la biologia di quelle specie, che a inizio marzo sono semi che non hanno ancora nemmeno germinato.

Sia chiaro, non è una truffa: i protocolli sono chiari e pubblici. Semplicemente si può marchiare “bio” un prodotto derivante dalla manipolazione di una specie e, probabilmente, trasportato per centinaia di chilometri.

Se quello è il conetto di bio-, non sono un biologo.