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Vento di guerra

marzo 3, 2022

In un certo senso la Bora che soffiava domenica scorsa in Carso avrebbe potuto portare l’odore della guerra, ma ci avevano già pensato i mezzi di informazione e disinformazione di massa.

Dopo molte settimane di preparativi, le forze armate russe hanno fatto ingresso nel territorio dell’Ucraina, avanzando sia nelle aree controllate dai “ribelli filo russi” che in altre zone del paese. L’operazione è stata condotta con un attacco a tenaglia, da più direzioni, escludendo solamente il fianco occidentale dell’Ucraina, dove si trovano paesi ostili alla Russia.

Finora non si è capito esattamente quale fosse il piano russo, ma sembra di intuire che l’idea fosse quella di sfasciare le forze armate ucraine e compiere una rapida avanzata verso Kyiv (Kiev in russo), prendere la capitale, catturare, eliminare o fare fuggire il presidente Володимир Олександрович Зеленський (Zelens’kyj). Non ho informazioni riguardo all’attuale stato delle forze ucraine, ma l’avanzata russa sembra piuttosto lenta, se ci si aspetta una Blitzkrieg. Dobbiamo però ricordare che durante la II Guerra Mondiale la Germania attaccò verso occidente il 10 maggio 1940 e la Francia capitolò il 25 giugno successivo.

Al momento le notizie che riceviamo in Italia parlano di una resistenza strenua da parte degli ucraini, con molte migliaia di civili armati e altri che si stanno preparando auto costruendo bottiglie incendiarie. Queste ultime erano note una volta come “bombe Molotov” dal nome del Ministro degli Esteri dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche Вячеслав Михайлович Молотов. Pare che l’invenzione dell’ordigno incendiario sia in effetti stata fatta dai franchisti spagnoli, che lo usavano contro i carri armati inviati dall’URSS a supporto delle truppe repubblicane. Ad ogni modo, se i civili armati di bottiglie incendiarie contrasteranno l’avanzata russa nella città di Kyiv, ne verrà fuori un massacro. Forse i russi stanno evitando di entrare a Kyiv proprio per non doversi impegnare in una battaglia urbana, che difficilmente si può vincere senza gravi perdite, a meno di radere al suolo mezza città usando artiglieria e bombardieri.

Ieri l’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione di condanna dell’attacco russo all’Ucraina. Ci sono stati 141 voti favorevoli e 5 contrari, ma anche molti astenuti. Esaminando la lista dei paesi astenuti si nota in cima la Cina, seguita da molti altri paesi che hanno posizioni contrarie agli USA o sono economicamente controllati dalla Cina.

L’arresto di Karadzič

luglio 23, 2008

Lo hanno arrestato in Serbia, dove viveva tranquillamente esercitando la professione medica. Radovan Karadzič era uno psichiatra, prima della disgregazione della Jugoslavija. Nato in Crna Gora (Montenegro) si era trasferito a Sarajevo per effettuare gli studi di psichiatria. Proveniente da una famiglia di tradizione nazionalista (il padre era un cetnico) Karadzič prese parte alla fondazione della Srpska Demokratska Stranka (Partito Democratico Serbo) che dal 1989, alla vigilia del crollo della Jugoslavija, aveva come scopo la difesa degli interessi serbi nell’ambito della Repubblica di Bosna i Hercegovina. Quando, il 3 marzo 1992, gli abitanti della Bosnia Erzegovina di religione musulmana e quelli di etnia croata votarono in un referendum l’indipendenza dalla Jugoslavia la situazione precipitò. I serbi di Bosnia rifiutarono di riconoscere la validità del referendum e proclamarono in parte del territorio della Bosnia Erzegovina la Repubblica Serba, di cui Radovan Karadzič divenne presidente. E’ difficile muoversi nell’intrico delle storie balcaniche, dove etnie si mescolano in un mosaico fatto di unità e divisioni, di scontri e sinergie che appaiono assurdi se visti dall’esterno. (more…)