Posts Tagged ‘Pandemia’

Un anno dopo

aprile 5, 2021

Seconda pasquetta a casa

Mentre il Governo contuinua con misure restrittive, di cui metà sono prive di senso, ma se dai un’unghia la gente si prende un braccio, i presidenti delle regioni snocciolano slogan cercando di non fare capire che il sistema sanitario, da loro gestito, fa acqua.

Nel frattempo i cittadini, che continuano a non essere istruiti su cosa sia un virus, come si moltiplichi, come si diffonda e su come funzioni il sistema immunitario umano, protestano contro le misure sensate, si attengono a quelle più sceme e non prendono gran precauzioni per evitare di trovarsi con CoViD, in ospedali che forse ce la faranno, o forse no. Dipenderà dalla resistenza del personale, che è poco rispetto a quanto servirebbe in sto guaio. In tutto questo, centinaia di migliaia do noi sono furiosi perché le scuole, che non ci hanno insegnato nulla di utile su virus e malattie varie, restano chiuse, impedendo di insegnare alle nuove generazioni cose fondamentali per il loro futuro, come le declinazioni nella lingua latina, o ciò che un tizio ha scritto riassumendo (malamente) il pensiero di Socrate.

Lavoro agile zoppo

gennaio 2, 2021
A partire da marzo 2020 siamo stati costretti ad ammettere che una parte rilevante del nostro lavoro si può svolgere senza uscire di casa. Mail, videocall, ecc. Il mio lavoro non ha subito alcun rallentamento, anzi, ha accelerato al punto da portarmi oltre l’orlo della crisi di nervi.
A gennaio 2021, c’è ancora gente per cui è ovvio che io sia in vacanza, perché mi trovo in Sardegna e non in Friuli. Immagino lo sgomento (o la rabbia) quando dirò loro che mi concederò dieci giorni di ferie per riprendermi da mesi di lavoro ininterrotto.
Il lavoro agile, chiamato anche smart working (ma smart significa intelligente), è tutt’altro che una novità. Considerate che il mio studio ha sede nell’appartamento in cui vivo dal 2013. L’unico problema che avevo, fino a marzo 2020, era quello delle riunioni: non potevo ospitare riunioni perché il mio studio è una stanza adeguatamente grande per ospitare una postazione di lavoro, ma inadatto a riunire 4 persone attorno a un tavolo. Tutto il lavoro di analisi dei campioni lo svolgo in uno spazio appositamente creato a casa di mia madre, dove c’è ancora lo studio di mio padre (architetto) inutilizzato e spazio per un banco da biologo. La gran parte del lavoro “pratico” per me si svolge fuori dallo studio. Nel 2020 ho guidato per circa 12.000 km per lavoro. Ho lavorato fuori studio in media in 18 giorni al mese in marzo, maggio, giugno, agosto, settembre, novembre, per 10 giorni al mese negli altri mesi. In media ho lavorato in 24 giorni ogni mese, con una punta di 29 giorni a dicembre. Si, nel dicembre 2020 sono rimasto del tutto inattivo solo il 20 e il 25.
Dall’inizio di marzo 2020 al 31/12 ho preso parte a 122 riunioni di lavoro in remoto. A una decina di queste ho partecipato mentre mi trovavo fuori dallo studio, mentre ero in treno o in auto (e qualcun altro guidava).

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Come non gestire una crisi

novembre 25, 2020

I politici italiani, sia nel governo centrale che nelle regioni, stanno gestendo più che altro il consenso, non una crisi saniaria, sociale ed economica.

È l’emblema del fallimento della politica degli ultimi tre decenni. Tutti hanno paura di essere accusati di “non avere fatto niente, ma fare qualcosa richiede organizzazione, denaro, strutture. La prevenzione invece, le famose misure di contenimento dei contagi, richiedono divieti. Non andare a scuola, non andare al bar, non andare al ristorante, non uscire dal comune. Sono tutti sacrifici psicologici per gli utenti, enormi sacrifici economici per gli operatori.

Così i politici prendono provvedimenti timidi, tentano di scaricare sugli “scienziati” la responsabilità delle decisioni.

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