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Ai miei tempi non era meglio

agosto 1, 2021

Se tutto andrà bene, fra tre mesi compirò 50 anni. La mia barba è bianca e sopra la fronte ho sempre meno capelli, ma quelli che ci sono sulle tempie sono sempre più grigi. Sono stato adolescente negli anni ’80 del XX secolo e giovane negli anni ’90.

Ripensando alla mia adolescenza, posso certamente dire che è stata né bella, né brutta. Tutto ciò che non ho conseguito in quegli anni dipende da me stesso. Eppure la società di allora, l’Italia degli anni ’80, i film, la moda, fanno abbastanza cagare. La musica no, gran bel periodo. Continuo ad ascoltare volentieri U2, Queen e altri gruppi che, a dire il vero, scoprii alcuni anni più tardi.

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Vaccinati, poi?

luglio 18, 2021

Ho ricevuto la seconda dose di vaccino della Pfizer

Per un anno ci hanno ripetuto che la vaccinazione anti CoViD ci avrebbe liberati dalla malattia, basta zone, basta lockdown, basta disagi, morti e ogni altra turpitudine legata alla pandemia. In queste ore circolano già notizie di nuove limitazioni a causa dell’aumento dei contagi, per lo più da “variante Delta”. Noo, davvero?

Detto chiaro e in italiano: ci hanno illusi. Nessuno di coloro che abbiano seguito con profitto un corso di genetica, biologia molecolare ed epidemiologia ha creduto che questi vaccini avrebbero fatto certamente scomparire questo coronavirus.

Ma come! Tu non sei stato chiaramente proVax? Certo, lo sono, eccome! Ma non ho mai affermato: con la vaccinazione scomparirà la CoViD. Ho piuttosto omesso di spiegare perché un vaccino contro SARS-CoV-2 possa non essere “risolutivo”. L’ho fatto perché non so, come non lo sa nessuno, quanto saranno efficaci i vaccini che ci siamo fatti somministrare.

Se la vaccinazione riducesse la frequenza dei casi gravi, anche solo del 20%, direi che ne sia valsa la pena. Quello che sfugge, a gran parte di noi e (purtroppo) ai politici è la natura del problema. CoViD continuerà a uccidere, non solo chi ha “patologie pregresse”. Lo farà apparentemente a caso, in realtà perché ognuno di noi è diverso dagli altri e il virus provoca effetti differenti in ciascuno di noi. Come hanno fatto i vaccini. A mia madre lo Pfizer non ha fatto solletico, a me ha provocato febbre alla seconda dose.

Negli incidenti stradali muoiono ogni anno centinaia di persone che avevano allacciato regolarmente la cintura di sicurezza, su veicoli dotati di airbag, oppure indossavano un ottimo casco mentre viaggiavano su moto o scooter. Allo stesso modo, ci sono persone che praticano sport e seguono diete rigorose, che vengono colpite da infarto.

Basare la nostra risposta sul numero di positivi sintomatici sarebbe un errore o meno? Pensiamoci. Se un vaccinato, il cui Sistema Immunitario ha già una certa propensione a riconoscere SARS-CoV-2, sviluppa sintomi come febbre a 38°C e tosse, senza riduzione della concentrazione dell’ossigeno nel sangue o trombosi, la malattia è più che accettabile. Quel malato non dovrà essere ricoverato, non occuperà un posto in ospedale, non richiederà assistenza da parte di personale sanitario o terapie diverse da un trattamento dei sintomi con farmaci utilizzabili a casa.

La funzione della vaccinazione, in questo caso, è aumentare la frequenza dei malati con sintomi lievi. Se riusciremo, coi vaccini e facendo una “vita normale”, ad avere un numero di casi gravi molto inferiore alla capacità degli ospedali, potremmo decidere di aprire le gabbie.

L’errore di chi governa è stato consentire agli italiani di circolare e riunirsi a centinaia con una copertura vaccinale piuttosto bassa. Sarebbe stato accettabile se i vaccini rendessero immuni coloro che li ricevono, ma così non è.

Il problema è che un’enorme parte dell’Italia vive di turismo, accoglienza e ristorazione. Le misure di contenimento della pandemia hanno colpito un enorme numero di aziende e lavoratori, dunque famiglie. I nostri politicanti stanno parlando di un uso del Recovery Fund per realizzare grandi opere, una classica scelta italiana; ci aveva provato pure Mussolini. Arricchisce alcuni imprenditori, altera il mercato del lavoro per un paio d’anni, poi si torna peggio di prima. Invece di usare i fondi per fare sopravvivere chi ha veramente subito i più duri colpi della pandemia, i nostri governanti puntano a incrementare il PIL complessivo, pompando denaro su comparti dove è facile gonfiare il giro di affari, mentre trascurano il vero tessuto economico del Paese. Per gestire il nostro consenso, che é molto volatile, ci danno un contentino sotto forma di estate al mare. Finché durerà proverò a godermela senza pensare a quanto male si comportino Governo e opposizione, uniti in questa impresa già vista: danneggiare il Paese con tutti i cittadini.

Un anno dopo

aprile 5, 2021

Seconda pasquetta a casa

Mentre il Governo contuinua con misure restrittive, di cui metà sono prive di senso, ma se dai un’unghia la gente si prende un braccio, i presidenti delle regioni snocciolano slogan cercando di non fare capire che il sistema sanitario, da loro gestito, fa acqua.

Nel frattempo i cittadini, che continuano a non essere istruiti su cosa sia un virus, come si moltiplichi, come si diffonda e su come funzioni il sistema immunitario umano, protestano contro le misure sensate, si attengono a quelle più sceme e non prendono gran precauzioni per evitare di trovarsi con CoViD, in ospedali che forse ce la faranno, o forse no. Dipenderà dalla resistenza del personale, che è poco rispetto a quanto servirebbe in sto guaio. In tutto questo, centinaia di migliaia do noi sono furiosi perché le scuole, che non ci hanno insegnato nulla di utile su virus e malattie varie, restano chiuse, impedendo di insegnare alle nuove generazioni cose fondamentali per il loro futuro, come le declinazioni nella lingua latina, o ciò che un tizio ha scritto riassumendo (malamente) il pensiero di Socrate.