Posts Tagged ‘SARS-CoV-2’

Un anno dopo

aprile 5, 2021

Seconda pasquetta a casa

Mentre il Governo contuinua con misure restrittive, di cui metà sono prive di senso, ma se dai un’unghia la gente si prende un braccio, i presidenti delle regioni snocciolano slogan cercando di non fare capire che il sistema sanitario, da loro gestito, fa acqua.

Nel frattempo i cittadini, che continuano a non essere istruiti su cosa sia un virus, come si moltiplichi, come si diffonda e su come funzioni il sistema immunitario umano, protestano contro le misure sensate, si attengono a quelle più sceme e non prendono gran precauzioni per evitare di trovarsi con CoViD, in ospedali che forse ce la faranno, o forse no. Dipenderà dalla resistenza del personale, che è poco rispetto a quanto servirebbe in sto guaio. In tutto questo, centinaia di migliaia do noi sono furiosi perché le scuole, che non ci hanno insegnato nulla di utile su virus e malattie varie, restano chiuse, impedendo di insegnare alle nuove generazioni cose fondamentali per il loro futuro, come le declinazioni nella lingua latina, o ciò che un tizio ha scritto riassumendo (malamente) il pensiero di Socrate.

Perché non ho paura della CoViD

ottobre 16, 2020

Mentre ho molta paura di come possano comportarsi gli umani, la CoViD non mi fa paura, non in sé.

Ovviamente non nego il fatto che si tratti di una malattia con seri risvolti clinici. Può portare al decesso di persone per altri versi sane, anche ben più giovani di me, le conseguenze della malattia possono essere anche gravi, per i guariti, con danni permanenti a organi come polmoni fegato, reni. La CoViD non è un’influenza cattiva, ma una patologia che provoca morte o danni permanenti con una probabilità decisamente superiore rispetto a influenza o raffreddore, ma purtroppo si trasmette facilmente come queste.

La paura vera è uno stato psicologico utile per impedire a un individuo, o a un gruppo di individui, di compiere azioni potenzialmente dannose per sé. Quando si hanno coscienza e conoscenza, la paura diviene inutile.

So cos’è un virus, sono stato in grado di informarmi sulle caratteristiche del SARS-CoV-2, so cos’è il RNA, so cos’è un “tampone” e quali sono i metodi attualmente usati per rilevare la presenza del RNA specifico in un campione. Ho persino ripassato i vecchi appunti di epidemiologia, presi durante il corso che a Scienze Biologiche veniva chiamato Igiene.

Questo mi impedisce di avere paura, ma mi induce ad adottare comportamenti che riducano la probabilità di inalare un numero di virioni attivi sufficiente per innescare la malattia.

Se tutti i cittadini del mondo sostituissero l’ignoranza con la conoscenza, la paura si trasformerebbe in consapevolezza e, invece di cercare scuse per continuare a vivere come prima, o avere comportamenti esageratamente timorosi, faremmo la cosa giusta.

Non ho paura della CoViD-19, perché capisco come si diffonda l’agente eziologico, ma ho molta paura di Homo sapiens sapiens, perché non lo capisco.

CoViD, gioventù e viaggi

agosto 21, 2020

Scusate, ma a logica, cosa vi aspettavate? Che d’estate il SARS-CoV-2 non circolasse fra i giovani? Sono loro che vanno in giro e vedono gente. Noi di mezza età no, al massimo si fa una gita fuori porta coi familiari e gli anziani tappati in casa che fa caldo.

Io manco me lo ricordo com’è andare in giro.

Onestamente, vediamo come butta. Bisogna tenere d’occhio il numero di ricoverati con sintomi gravi e stroncare quella curva. Non facciamo confusione inutile. Il numero totale di casi, che abbiano sintomi o meno, è importante, ma tenerlo basso è impossibile senza ricreare una chiusura totale e divieto di ogni spostamento. Ovvero, tenere basso il numero totale di casi è quasi impossibile senza disintegrare il nostro sistema economico.

Poi c’è la stronzata dei confini. Gli appelli a stare in Italia. Manca la logica. Che si vada a ballare ammassati in Croazia o a Rimini, non cambia nulla. Ci sono migliaia di casi rilevati attivi in regioni del Nord Italia, da cui tradizionalmente partono flussi turistici importanti. Se non li puoi ingabbiare, dovunque vadano a ballare, il virus circolerà.

E in discoteca circola sicuramente molto bene, meglio che a scuola, dove in verità i banchi singoli ci sono da decenni e distanziarli è facile, si fa durante i compiti in classe, da sempre. Ora, sinceramente non so da dove esca sta storia del dovere comprare milioni di banchi singoli, pure con le rotelle. Come se non avessimo mai spostato un banco senza rotelle. Questo mi fa sospettare che la signora Ministra dell’istruzione non sia andata a scuola. O che nelle scuole che ha frequentato ci fossero i banchi in pietra massiccia tipo The Flintstones. Possibile?

In discoteca, il distanziamento non si può attuare, è come non andare in discoteca. E poi se una disco è fatta per fare entrare 1000 persone, economicamente non regge con 500. Fatevene una ragione. Io capisco e sono molto preoccupato per chi lavora nell’intrattenimento, so cosa significhi non avere entrate, so cosa significhi futuro incerto. Però dobbiamo iniziare a distinguere ciò che è sensato fare, da ciò che non è sensato. E’ più facile sostenere economicamente un paio di categorie che un intero paese.

Chiudere tutto è una soluzione che anche un deficiente sa ipotizzare. Ma essere governati da deficienti, per quanto sia piuttosto frequente nel nostro paese, è una cosa a cui non mi abituerò mai.