Posts Tagged ‘Social Network’

La disinformazione in guerra e in pace

Maggio 9, 2022

Anime candide si stupiscono e indignano per l’uso russo (e ucraino) della “dezinformatzija“.

Tanto per cominciare, un secolo fa l’URSS creò strutture dedicate proprio alla produzione della disinformazione, è una tradizione ormai consolidata. Non mancando di senso dello humor, una grossa parte della disinformazione rivolta all’opinione pubblica interna era affidata alla stampa e in particolare alla famosa Pravda, che in russo significa Verità.

Il logo dello storico giornale sovietico

In secondo luogo, la disinformazione a scopo propagandistico è stata abbondantemente usata in Italia nel corso dell’ultimo secolo. Pensate ad esempio alle false informazioni diffuse riguardo al potenziale produttivo e militare del paese ai tempi di Mussolini. Ricordate le campagne di propaganda volte a cancellare la coscienza storica delle minoranze etniche (fra cui friulani, occitani ecc.) nell’ambito della Repubblica Italiana.

Non possiamo dimenticare la valanga di falsità che sono state diffuse su ogni argomento negli ultimi decenni, usando sapientemente la televisione prima e internet poi.

Ci sono i bufalari per diletto, ma ci sono anche i disinformatori professionisti, che trovano oggi un essenziale aiuto nei condivisori seriali da social network. La bufala è molto apprezzata, che si parli di mozzarella o di informazioni.

La qualità dell’informazione nel tempo del web

aprile 22, 2022

Questa che vedete è parte di una schermata di un post comparso su un social network stamattina, di quelli che compaiono per “caso”, semplicemente perché il social ti carica contenuti che non provengono dai tuoi contatti, dietro pagamento da parte degli autori.

Una grandissima cavolata!

Il missile russo Sarmat ha una gittata nominale dichiarata di 18.000 km e una velocità dichiarata di 6,7 Mach. E’ evidente che quel 18 km è un refuso, una semplice dimenticanza di tre zeri. Ma sul web circola questo e spesso ci influenza. La “gente” legge in modo acritico e assorbe informazioni errate o false, fornite così ad arte o per mero errore, da redazioni composte da incompetenti che devono produrre un certo numero di articoli al giorno, perché sono pagati pochissimo per ogni pezzo e per sbarcare il lunario devono buttare fuori post e articoli, senza rileggere, senza pensare.

Che sia una scelta per motivi propagandistici o un errore, la diffusione di notizie errate è normale nel mondo web e non è per nulla vero che “tanto c’è sempre qualcuno che ti corregge”. La notizia è arrivata, l’hanno letta in molte migliaia di persone, fra cui tantissimi non scorrono i commenti per scoprire che in decine hanno ironizzato sulla gittata di 18 km.

A me questo tipo di informazione fa ribrezzo e spaventa.

Videoconferenza

aprile 23, 2020

20200423 giorno 44 delle misure di contenimento

10:19

Gli strumenti che abbiamo a disposizione per comunicare sono straordinari. Possiamo fare sapere al mondo intero dove siamo, cosa stiamo facendo, cosa stiamo mangiando, qual’è il nostro stato d’animo. Questo si fa attraverso i così detti social media.

Privacy? Beh, se voglio raccontarvi ogni giorno di che colore sono le mutande che indosso, sono affari miei. E’ agghiacciante, ma rientra nelle mie libertà individuali.

Questi sono strumenti di comunicazione uno a molti. Pubblico uno stato su faccialibro, lo possono vedere tutti i miei contatti, oppure tutti gli utenti. Possono commentare, posso rispondere, in genere ne nascono discussioni che vengono troncate a metà perché si perdono nel marasma di mille altri commenti, notifiche ecc.

In effetti i social ci permettono di mettere in piazza gli affari nostri, ma difficilmente consentono di confrontare le idee.

Diverso è il metodo di comunicazione uno a uno, oppure fra pochi. Molti di noi hanno installato Skype sul proprio computer e sullo smartphone. Io l’ho usato moltissimo quando avevo la fidanzata a centinaia di chilometri di distanza. Dopo il matrimonio l’ho ignorato. Ma in questo periodo è tornato di moda, grazie alla possibilità di organizzare chiamate di gruppo, ovvero delle riunioni online. La stessa cosa la possiamo fare usando altri programmi. E’ diventato particolarmente di moda Zoom.

Ciò che mi ha colpito è che in questi giorni di “isolamento” sto usando i programmi per videochiamate di gruppo  con persone che non vedo da mesi o addirittura da anni. Oggi ho rivisto, sullo schermo, una persona che non vedevo dal 1995. Due sere fa ero in videochat con un amico che sta a New York. Non è che lo veda ogni mese, ma se non ci fosse CoViD-19 non l’avrei visto nemmeno in videochat. Effetto opposto rispetto alla “normalità”.

Forse la mancanza di contatti con altri umani in ufficio, nei bar, nei negozi, ci induce a cercare altri modi per soddisfare la natura sociale della nostra specie e, una volta capito che possiamo comunicare a migliaia di chilometri di distanza come a poche decine di metri, tanto vale chiacchierare con chi ci sta più simpatico e non con chi è nel nostro stesso quartiere.

Quello che manca è la possibilità di vedere che scarpe indossa il nostro interlocutore, cosa che mi ha appena consentito di fare una videochiamata a un cliente indossando infradito e pantaloncini da corsa.