Posts Tagged ‘Social’

La dannazione di Cassandra

aprile 21, 2019

Perché molti (in Italia) detestano Greta Thunberg

Contro questa giovanissima svedese stanno girando esempi altissimi di ingiurie e derisioni di ogni genere, soprattutto sui così detti social. Il fatto è che Greta Thunberg sembra la persona giusta con cui prendersela, da deridere, da accusare.

Perché?

Innanzitutto perché si tratta dell’antichissima dannazione di Cassandra. Chi non conosce l’Iliade può serenamente passare sopra questa definizione; mi limito a spiegare che chi prevede sfighe di qualunque genere finisce per non essere creduto, ma viene additato come portasfiga. Il risultato è che quando arrivano i guai, tutti sono impreparati e va malissimo.

Greta Thunberg sta dando voce a preoccupazioni che non derivano da sue doti di chiaroveggenza, né è roba che si sogna la notte. La ragazza in effetti sta dicendo a gran voce ciò che molte centinaia di migliaia di persone al mondo pensano. Ma molti (more…)

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Non scrivere!!!

agosto 26, 2018

La gente non legge più di tre righe dopo il titolo e guarda la figura dell’anteprima. Punto.

Se poi mettete come immagine un gattino va benissimo a quasi tutti. Sarebbe meglio il fondoschiena di una modella, ma poi rischiate che Feisbuc e Gugol vi cancellino e vi bannino perché siete inappropriati (mentre è ovvio che altri milioni di fondoschiena e seni al vento non lo siano).

D’ora in avanti, superate le prime tre righe fatidiche in cui tento di usare un linguaggio consono a un pubblico sensibile, diverrò a tratti scurrile. Quindi consiglio a chi non ama il turpiloquio di fermarsi alle prime tre righe come fa il 99,8% degli utenti (fonte sondaggio Spirilik – Antani).

Cerco di ripetermelo ogni mattina quando accendo il compiuter e, dopo avere messo in ordine il lavoro (more…)

Il paradiso dei frignoni

giugno 14, 2018

Di solito leggo tutto ciò che pubblicate su FaceBook ma raramente rispondo prima di 10 minuti. Voglio avere il tempo di pensare.

Nel 90% dei casi decido di non scrivere nulla, perché è evidente che non c’è un ragionamento, non c’è pensiero, è solo il sintomo di un malessere sconosciuto.

E’ un po’ come pretendere di parlare con un neonato che piange. Lui, poverino, non ha altro modo di esprimersi che piangere, non sa ancora fare altro.
Fame, piange. Mal di pancino, piange. Troppa cacca nel pannolino, piange. Rumori molesti, piange.
Voi dovreste esservi evoluti un po’, o meglio avere acquisito una capacità di analisi del malessere e di espressione, ma alla fine avete solo complicato il pianto trasformandolo in una fastidiosa sequenza di parole, spesso prive di uno schema che chiameremmo “grammatica”, il cui scopo è comunicare al mondo che state male per qualche motivo.

La mia reazione è sempre più quella di rimuovere (more…)