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Chi se ne frega della finanziaria

dicembre 17, 2019

Se i dati di Google Trend fotografano l’Italia reale, si capiscono molte cose

Guardate qua, un estratto della schermata che ho appena visualizzato, la classifica delle ricerche più frequenti su Google Trends martedì 17 dicembre 2019

Estratto della schermata di Google Trends visualizzata questa sera

Per farvela breve, ci sono oltre 50.000 ricerche la stringa “Taylor Mega”, ma solo più di 5.000 ricerche con la stringa “Legge di Bilancio 2020”.

Ora, voi mi direte, ma si, che noia la Legge di Bilancio! Ma vuoi mettere con il gossip e sto pezzo di ragazza!

Certo, certo. Ma domattina milioni di italiani continueranno a frignare sui social perché, secondo loro, i politici sono tutti cattivi e li fregano dalla mattina alla sera. Sigûr pò!

Che modello di società?

marzo 11, 2019

C’è una cosa che mi colpisce nel fare politica oggi: non si capisce che modello di società abbiano in mente i contendenti.

Voi mi direte che lo scontro immigrati si immigrati no è sufficiente. Io vi dico di no. Mi pare più pesante lo scontro integrazione europea si o no, non parlo solo di moneta unica, ma della scelta se fare sistema o andare ognuno per la propria strada. Tanto per capirsi, i miei magrissimi risparmi in Euro, sono al sicuro o torneremo a una Lira che svaluterà alla velocità della luce?

Serve, in ogni campo, una politica di lungo respiro, ovvero sostenibile per molti anni. Penso a cose come energia, trasporti, industria, assistenza socio sanitaria. Pubblico o privato? Liberismo senza regole o libertà d’impresa regolamentata? E l’ambiente, ma non dico temi globali, vorrei capire cosa hanno in mente cose più terra terra e immediate: vogliamo continuare a scopare la polvere sotto il tappeto?

Sinceramente, a parte gli slogan e i tweet non è che trovi molti elementi per capire. Purtroppo a molti cittadini, elettori e contribuenti sembra andare bene così. Avanti tutta, ma non si sa verso dove.

Il paradiso dei frignoni

giugno 14, 2018

Di solito leggo tutto ciò che pubblicate su FaceBook ma raramente rispondo prima di 10 minuti. Voglio avere il tempo di pensare.

Nel 90% dei casi decido di non scrivere nulla, perché è evidente che non c’è un ragionamento, non c’è pensiero, è solo il sintomo di un malessere sconosciuto.

E’ un po’ come pretendere di parlare con un neonato che piange. Lui, poverino, non ha altro modo di esprimersi che piangere, non sa ancora fare altro.
Fame, piange. Mal di pancino, piange. Troppa cacca nel pannolino, piange. Rumori molesti, piange.
Voi dovreste esservi evoluti un po’, o meglio avere acquisito una capacità di analisi del malessere e di espressione, ma alla fine avete solo complicato il pianto trasformandolo in una fastidiosa sequenza di parole, spesso prive di uno schema che chiameremmo “grammatica”, il cui scopo è comunicare al mondo che state male per qualche motivo.

La mia reazione è sempre più quella di rimuovere (more…)