Posts Tagged ‘Società’

Un solo peso, due misure

agosto 30, 2017

Recentemente si parla molto di reati commessi da stranieri in Italia. L’ultimo caso in ordine di tempo è quello delle due violenze sessuali perpetrate da un quartetto di “nordafricani” ai danni di una turista polacca e di una transessuale peruviana a Rimini.

Di primo accchito la reazione che ho è quella di desiderare di prendere questi quattro, spezzargli una dopo l’altra tutte le ossa delle mani, badando bene a provocare il massimo dolore, poi procedere con qualcosa come “l’aquila di sangue” che abbiamo visto usare nella serie tv Vikings per giustiziare in modo dolorosissimo un paio di persone.

Poi penso che gli stupratori e i delinquenti assortiti sono tutti uguali per peso dei loro atti, indipendentemente dalla nazionalità, che i delinquenti sono tutti uguali e inizio a chiedermi perché adottare la pena di morte in stile barbarico a loro e non ai boss mafiosi, a chi vende droghe devastanti ai ragazzini, a chi uccide la moglie o la fidanzata. Ma perché non (more…)

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Udine: FVG Pride 2017

giugno 12, 2017

Alla fine sono andato in centro. Ero pesantemente in dubbio, perché “andare a guardare” mi sembrava terribilmente sciocco. Non sono fenomeni da baraccone, non era una sfilata di carnevale, è stato un gesto con un significato che possiamo ignorare se vogliamo, ma io non lo posso ignorare.

Piazza Libertà, Udine

Piazza Libertà, Udine

Nella vita ho conosciuto diversi omosessuali, maschi e femmine, e ho sempre trovato normale ma difficile rapportrarmi con loro, come con chiunque altro. Ho visto persone nascondersi e continuare a farlo per decenni, ho visto persone emarginate dalla società, altre addirittura espulse dalla propria famiglia.

L’omosessualità è stata considerata una malattia dai più buoni, una scelta orribile da altri, un crimine addirittura. Raramente ho sentito qualcuno parlarne in modo pacato. Anche il più comprensivo tende a metterci dell’ironia, perché l’omosessualità imbarazza.

Sabato mi sono appostato (more…)

Emergenze

gennaio 23, 2017

Ce ne sono di vere e di false.

Quando ti vietano di costruire la casa o il capannone in una zona di terreno che hai comprato per poco ma è alveo di piena di un torrente, in genere ti arrabbi.
Vai a piangere o imprecare da qualcuno, cerchi un appoggio “politico” per fare leva su chi dà le autorizzazioni, per avere quel dannato permesso. Se ti dicono che è un alveo di piena tu non ci credi, perché non hai mai visto l’acqua lì.
Magari hai 45 anni come me e la piena passa in media ogni 50 anni, o ogni 100. Per te lì non ci passa l’acqua. Magari ci è passata quando tuo padre era bambino, ma lui non se lo ricorda, non ci ha nemmeno fatto caso, perché allora che l’acqua passasse dove c’erano sterpaglie non impressionava nessuno.
Allora tu fai il diavolo a quattro per ottenere il permesso e se lo ottieni costruisci. Poi arriva la piena. Tu non hai la più pallida idea di cosa significhi “probabilità”, ma nemmeno “sincerità” e ti metti a inveire contro lo Stato, la Regione, la Provincia, il Comune, la Protezione Civile e le Nazioni Unite perché la tua casa o il tuo capannone sono stati travolti dalla piena. In quel momento non ricordi, o fingi di non ricordare, che ti avevano detto di non costruire lì.

Altre volte tutto è andato come si deve, ma l’uomo non ha mai registrato un evento terribile come quello che si verifica. Nessuno sarebbe stato in grado di prevederlo, o comunque la sua probabilità era talmente bassa che era come fosse “impossibile”. Invece tutto è possibile, persino che le montagne davanti alla mia finestra si sgretolino in una frazione di secondo a causa di un terremoto gigantesco che ridurrebbe in polvere la mia città. E’ possibile, non prevedibile, nemmeno a consultare un oracolo! E allora quello che abbiamo di fronte è una vera emergenza, dove la differenza fra catastrofe enorme e catastrofe totale sta solo nella nostra capacità di affrontare la situazione. Si affronta accettando di essere solidali, veramente e sempre. Si affronta grazie alla formazione, alla preparazione, addestramento, esperienza, ragionamento e anche un po’ di cuore.

Il resto, sono cose che ci diciamo perché fatichiamo ad accettare l’idea di essere veramente piccoli e impotenti, anche se da un paio di secoli ci siamo autoconvinti di potere dominare il mondo grazie alla “scienza”. Sono cose che ci raccontiamo e che fanno comodo a chi non ha alcuna idea di cosa fare, ma vuole conquistare il nostro consenso, per ottenere voti, dunque potere, soprattutto il potere di autorizzare il nostro famoso edificio in zona pericolosa, in cambio di altro consenso e potere, per passare l’intera vita a spese nostre.

Le emergenze vere esistono e si affrontano insieme. Le emergenze false vanno dichiarate tali e chi le vorrebbe creare va buttato escluso dalla società.