Posts Tagged ‘Società’

Udine: FVG Pride 2017

giugno 12, 2017

Alla fine sono andato in centro. Ero pesantemente in dubbio, perché “andare a guardare” mi sembrava terribilmente sciocco. Non sono fenomeni da baraccone, non era una sfilata di carnevale, è stato un gesto con un significato che possiamo ignorare se vogliamo, ma io non lo posso ignorare.

Piazza Libertà, Udine

Piazza Libertà, Udine

Nella vita ho conosciuto diversi omosessuali, maschi e femmine, e ho sempre trovato normale ma difficile rapportrarmi con loro, come con chiunque altro. Ho visto persone nascondersi e continuare a farlo per decenni, ho visto persone emarginate dalla società, altre addirittura espulse dalla propria famiglia.

L’omosessualità è stata considerata una malattia dai più buoni, una scelta orribile da altri, un crimine addirittura. Raramente ho sentito qualcuno parlarne in modo pacato. Anche il più comprensivo tende a metterci dell’ironia, perché l’omosessualità imbarazza.

Sabato mi sono appostato (more…)

Emergenze

gennaio 23, 2017

Ce ne sono di vere e di false.

Quando ti vietano di costruire la casa o il capannone in una zona di terreno che hai comprato per poco ma è alveo di piena di un torrente, in genere ti arrabbi.
Vai a piangere o imprecare da qualcuno, cerchi un appoggio “politico” per fare leva su chi dà le autorizzazioni, per avere quel dannato permesso. Se ti dicono che è un alveo di piena tu non ci credi, perché non hai mai visto l’acqua lì.
Magari hai 45 anni come me e la piena passa in media ogni 50 anni, o ogni 100. Per te lì non ci passa l’acqua. Magari ci è passata quando tuo padre era bambino, ma lui non se lo ricorda, non ci ha nemmeno fatto caso, perché allora che l’acqua passasse dove c’erano sterpaglie non impressionava nessuno.
Allora tu fai il diavolo a quattro per ottenere il permesso e se lo ottieni costruisci. Poi arriva la piena. Tu non hai la più pallida idea di cosa significhi “probabilità”, ma nemmeno “sincerità” e ti metti a inveire contro lo Stato, la Regione, la Provincia, il Comune, la Protezione Civile e le Nazioni Unite perché la tua casa o il tuo capannone sono stati travolti dalla piena. In quel momento non ricordi, o fingi di non ricordare, che ti avevano detto di non costruire lì.

Altre volte tutto è andato come si deve, ma l’uomo non ha mai registrato un evento terribile come quello che si verifica. Nessuno sarebbe stato in grado di prevederlo, o comunque la sua probabilità era talmente bassa che era come fosse “impossibile”. Invece tutto è possibile, persino che le montagne davanti alla mia finestra si sgretolino in una frazione di secondo a causa di un terremoto gigantesco che ridurrebbe in polvere la mia città. E’ possibile, non prevedibile, nemmeno a consultare un oracolo! E allora quello che abbiamo di fronte è una vera emergenza, dove la differenza fra catastrofe enorme e catastrofe totale sta solo nella nostra capacità di affrontare la situazione. Si affronta accettando di essere solidali, veramente e sempre. Si affronta grazie alla formazione, alla preparazione, addestramento, esperienza, ragionamento e anche un po’ di cuore.

Il resto, sono cose che ci diciamo perché fatichiamo ad accettare l’idea di essere veramente piccoli e impotenti, anche se da un paio di secoli ci siamo autoconvinti di potere dominare il mondo grazie alla “scienza”. Sono cose che ci raccontiamo e che fanno comodo a chi non ha alcuna idea di cosa fare, ma vuole conquistare il nostro consenso, per ottenere voti, dunque potere, soprattutto il potere di autorizzare il nostro famoso edificio in zona pericolosa, in cambio di altro consenso e potere, per passare l’intera vita a spese nostre.

Le emergenze vere esistono e si affrontano insieme. Le emergenze false vanno dichiarate tali e chi le vorrebbe creare va buttato escluso dalla società.

Osservazioni antropologiche in vasca

luglio 4, 2016

Un’altra puntata della lunghissima (spero) saga dell’uomo che arranca in piscina

Ho il vizio di osservare chi mi circonda. Gli esseri umani finiscono sotto la lente d’ingrandimento, come fossero invertebrati acquatici. Mi dà una gran soddisfazione, non so perché. Dev’essere la deformazione dello scienziato.

Entro in piscina e un cicaleccio allegro attira la mia attenzione. Gruppo di tre figure, che senza occhiali da vista mi appare un po’ confuso. Femmine di Homo sapiens sapiens. Avanzano facendo un sacco di confusione. Una è di origine africana recente (anche io sono di origine africana, ma penso i miei siano emigrati in Europa 30 – 40 mila anni fa), le altre due sbiadite da millenni di carenza di sole. Una di queste è alta, a guardare la figura che avanza sembra un specie di top model. Perbacco!

Si avvicina e occhiali o non occhiali risulta chiaro che invece è una bambina. Forse non proprio, diciamo adolescente, ma ha quella mescolanza di caratteri fra l’infantile e l’adulto che nel complesso le danno l’aspetto di una Venere del Botticelli, bella è bella, ma non ha nulla che possa attrarre un uomo adulto sano di mente.

Dovrei discutere sull’incomprensibilità dell’attrazione degli adulti per le ragazzine così, ma temo di non essere uno psicologo, quindi non me lo so spiegare. So solo che lo trovo incomprensibile.

La ragazzina però si sente effettivamente la top model di cui all’inizio e senza occhiali. E’ alta, slanciata, capelli lunghi e soprattutto movenze che usa imitando donne di dieci anni più vecchie di lei, viste probabilmente in televisione.

Le tre vanno su e giù senza apparente senso. In particolare l’aspirante top model, si remena a bordo vasca trovando ripetutamente buoni motivi per non entrare in acqua ma sfilare ancheggiando e atteggiandosi di fronte a tutta la folla dolescenziale presente. A un certo punto supera il limite del ridicolo, visto da un osservatore di mezza età. I ragazzini invece (more…)