Posts Tagged ‘Storia’

Il desiderio di infinito

giugno 17, 2017

vita di Giusto Gervasutti
E. Camanni, 2017. Il desiderio di infinito. Laterza
Ho appena terminato di leggere questo libro scritto da Enrico Camanni ed edito da Laterza. Pur appassionato di montagna e di storia, non mi sono mai considerato uno storico dell’alpinismo e pur essendo nato a 30 chilometri da Cervignano, non sapevo quasi nulla di Giusto Gervasutti.
Ne avevo letto nel saggio storico di Motti, pagine che trovai sognanti e idealistiche, un po’ troppo romantiche per i miei gusti e in definitiva leggermente fastidiose per il mio carattere. Mi avevano detto tutto sommato poco, mentre il lavoro di Camanni è illuminante e l’ho divorato rapidamente, nonostante una lettura meticolosa.

Camanni lo chiama “il friulano”, mentre per me è “torinese”. Dopo avere letto il libro, scritto in modo piacevole, ho imparato molto e (more…)

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Hasta luego

novembre 27, 2016

Innegabile che la morte di Fidel Castro, del Lider Maximo, rappresenti un momento storico, anche se il potere alla guida di Cuba era già passato nelle mani del fratello Raul.

Per la generazione che ha preceduto la mia, Cuba e la sua rivoluzione sono state un mito. Anche molti fra i miei coetanei si sono lasciati affascinare dall’esperienza rivoluzionaria cubana. Io l’ho studiata, con un certo distacco e una dose di scetticismo, nonostante abbia creduto fortemente nel modello politico comunista negli anni della mia tarda adolescenza, ovvero quando gli altri indossavano la maglietta col ritratto del Che, mentre io continuavo ad avere quelle tinta unita senza riferimenti celebrativi.

Fidel non mi ha mai entusiasmato, così come non sono mai stato affascinato (more…)

Una bella sberla (morale)

agosto 28, 2015

Oggi mia madre mi ha chiesto: ma questi che arrivano con le barche, perché scappano?

La domanda mi fa saltare sulla poltrona. Ma come perché?! La guerra, la gente che spara, le bombe, manca cibo, mancano medicine, manca la sicurezza, può capitare che qualcuno arrivi e ti ammazzi da un momento all’altro!

Non risponde nulla, semplicemente tace e guarda davanti a sé, sembra nel vuoto, ma non è nel vuoto, sta guardando qualcosa che io non posso vedere.

Ci penso e mi rendo conto che la mia spiegazione è inutile e sciocca.

Mia mamma è nata nel 1936. Ha vissuto la guerra. I bombardamenti. I cosacchi che entravano in casa ubriachi e a rubare il cibo. I tedeschi che rastrellavano e fucilavano coi loro alleati fascisti. Le rappresaglie, la guerriglia, la mancanza di derrate, di medicine, di qualunque sicurezza. L’intrico mortale di fazioni in lotta l’una contro l’altra per controllare il territorio e il futuro.

Semplicemente mia mamma non sa esattamente dove sia la Siria, non riesce a inserire in un contesto geografico i mille conflitti di cui parlano i telegiornali, anche perché una bambina del 1936 non ha potuto studiare e conoscere il mondo come un borghesuccio nato nel 1971. Ma ha conosciuto la guerra.

Ci sono dei silenzi che sono più difficili da reggere di qualunque parola e fanno più male di una sberla. E qualche sberla anche dopo i 40 una madre te la può sempre dare.