Posts Tagged ‘Strage’

L’errore di fondo

ottobre 9, 2013

Questa sera ricorrerà il 50mo anniversario della strage del Vajont. Lo definirei un eccidio. In tutti questi anni si è molto dibattuto e tutt’ora si discute su quanto accadde non solo quella notte, ma soprattutto negli anni che la precedettero.

Quello del Vajont è stato un disastro immane, che tuttavia non era gran che conosciuto lontano dai luoghi in cui si verificò. O piuttosto, non faceva parte della coscienza collettiva degli italiani, come se quell’angolino in alto a destra nella carta politica non fosse più così importante come alla fine del secolo precedente, quando per conquistare un metro di terra da queste parti si facevano guerre.

C’è voluta la bravura di Paolini per portare il Vajont nelle case e nelle menti degli italiani. Serviva quel lungo monologo e quella ricerca storica per illustrare i fatti e fare capire cosa era successo. Eppure non credo sia servito a molto, perché rimane l’errore di fondo, quello che (more…)

India, fanatismo ed ignoranza

novembre 29, 2008

Chi crede che l’India sia una nazione si sbaglia. E’ un subcontinente unificato con difficoltà in uno Stato che ha enormi problemi di stabilità. Negli ultimi tre giorni il mondo ha rivolto lo sguardo su Mumbay, dove alcuni terroristi che si dichiarano Muslim hanno compiuto una grande azione commettendo molti omicidi. Si parla di un numero di vittime che potrebbe avvicinarsi a 200. Nei mesi scorsi altre stragi sono state compiute ai danni di indiani convertiti al cristianesimo da coloro che si dichiarano Hindu. In Italia, per fortuna, fino ad oggi abbiamo solo sentito tuonare parole vuote di odio etnico e religioso, ma in India è diverso, le cose laggiù precipitano facilmente nel tumulto di milioni di persone ammassate in città cresciute a dismisura o disperse in campagne poverissime e colpite costantemente da carestie od alluvioni terribili.
Potrei dire che non c’è nessuna novità. Chi ricorda la storia sa che al tempo dell’indipendenza dall’impero britannico l’India fu scossa da violenti scontri fra musulmani ed hindu. Lo stesso Mahatma Ghandi venne ucciso per la sua eccessiva tolleranza e per il suo amore per la pace. In India i capi di stato poi vengono facilmente uccisi, da integralisti di questa o quella setta, da nazionalisti, fanatici di ogni natura. L’India è un enorme riassunto del mondo. Questa volta ci sono di mezzo i così detti combattenti per la fede. La prossima volta sarà qualcun altro. Il diverso fa paura, viene odiato, viene perseguitato ed ucciso. In genere questo accade perché non ci fermiamo ad osservare chi abbiamo di fronte prima di colpire. In genere noi esseri umani non vogliamo convivere, nemmeno con noi stessi, ed il pregiudizio, nato e fertilizzato dall’ignoranza, da sempre è un ottimo strumento nelle mani di quei pochi che sanno tirare i fili di miliardi di marionette. Chi muore non capirà mai qual’è il gioco od il copione della tragedia. Non è facile capire chi vince, ma sono sicuro di una cosa: noi no.

Non stiamo parlando solo dell’India. Il problema è globale. Le risposte all’odio ed all’ignoranza sono state fino ad ora prevalentemente odio alimentato dall’ignoranza. Poche voci sono contrarie, vengono guardate con sospetto. Vi invito a guardare un piccolo video ed a visitare il canale YouTube di Sua Altezza la Regina Rania al Abdullah di Giordania (scusate l’uso dei titoli, sono repubblicano, ma è per capire chi è questa signora).

Esistono molte persone, anche nei paesi arabi, che usano il cervello invece delle armi. Spero che anche nel mondo “occidentale” arrivi ai vertici politici qualcuno che ha lo stesso atteggiamento.

6 agosto

agosto 7, 2008

Ore 08:15, 6 agosto 1945. Il bombardiere della United States Air Force B-29 “Flying Superfortress” chiamato Enola Gay sganciò una bomba sulla città giapponese di Hiroshima. Il lancio avvenne a 9600 metri. La bomba, chiamata amichevolmente “Little Boy” (ragazzino), aveva una potenza stimata di circa 15 Kiloton. L’equivalente di 15.000 tonnellate di tritolo. L’ordigno esplose a circa 580 metri di quota.
Dopo pochi secondi circa 66.000 persone erano morte. Entro la fine del 1945 i morti dovuti all’esplosione di Hiroshima furono circa 100.000. Negli anni immediatamente successivi i decessi superarono le 200.000 unità.
Dopo tre giorni, il 9 agosto 1945, un altro bombardiere sganciò una bomba atomica, sulla città di Nagasaki. La potenza di “Fat Man” era pari a circa 22 KTon. Le stime del numero di morti immediati oscillano fra 40.000 e 75.000. I morti stimati a fine 1945 furono circa 80.000.
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