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Non fu solo il comunismo

febbraio 11, 2022

Nel 1988 iniziai ad analizzare il comunismo, per giungere a una netta contrapposizione rispetto ai comunisti nel 1990.

All’epoca si riteneva che, eliminato il comunismo, la Russia sarebbe diventata un paradiso di libertà e ricchezza.
Io teorizzai qualcosa di molto diverso, perché se è vero che il comunismo non è un sistema umanamente attuabile, in quanto opposto al “modo di essere” degli umani, molto aveva contato la cultura dei popoli che avevano tentato di adottare quel sistema.

In sostanza pensavo che i russi, comunisti o meno, fossero innanzitutto russi. Nazionalisti, con mire imperialiste, spietati nel perseguire i propri obiettivi e pronti a prevaricare chiunque.

Ovviamente non sono cieco e so bene che il paese in cui vivo non è autonomo rispetto al controllo degli USA, ma trovo che l’influenza americana ci abbia permesso si vivere piuttosto bene negli ultimi 70 anni, al netto del fatto che i nostri politici degli anni fra il 1950 e il 1990 non hanno saputo creare, coi soldi forniti dagli USA, condizioni tali da permetterci di vivere bene anche dopo la diminuzione del supporto economico atlantico. Credevano che saremmo rimasti per sempre la prima linea contro l’Est comunista. Invece la prima linea nella lotta fra i due imperi che si contendono l’Europa si è spostata a oriente e noi da trent’anni perdiamo terreno.

E che gas!

gennaio 13, 2009

Russia ed Ucraina, solite storie
Ogni anno, puntualmente quando le correnti fredde investono anche l’Europa meridionale, ricomincia il balletto del gas russo. Il monopolista russo Gazprom vorrebbe tanto venderci il gas che ci serve a scaldare le nostre case, ma gli ucraini si mettono in mezzo e non lo lasciano passare. Ci credete?
Io no, non del tutto. Comunque ho abbastanza legna da ardere per guardare al problema con serenità.
I russi hanno occasione di tenerci in pugno: senza il loro gas in questo momento molti paesi dell’Europa non possono fare funzionare il riscaldamento degli edifici, né fare produrre molte centrali termoelettriche. D’altro canto gli ucraini hanno modo di attirare l’attenzione europea sui loro problemi commerciali e politici con Mosca, che non si rassegna all’idea di avere perso il controllo sull’Ucraina.
Se il gas non arriva, Gazprom ci perde, ma tutto sommato non deve preoccuparsi troppo, perché tanto prima o poi quel gas noi lo acquisteremo. Più passa il tempo e più ne siamo dipendenti. Il gasdotto che entra in Italia da Tarvisio è stato rifatto, più capace di prima, a breve verrà ammodernato anche quello vecchio, aumentando la capacità di trasporto della linea che scende per Valcanale e Canal del Ferro. Ma si tratta sempre di gas russo. Potenziare una via è utile, ma non crearne di nuove è poco intelligente.

Rigassificatori
Si parla da anni dei rigasificatori. Cosa sono? Il problema è quello di trasportare il gas naturale via nave, (more…)