Archive for the ‘Società’ Category

Dinamica della popolazione e futuro

gennaio 9, 2019

Secondo i dati dell’ISTAT in Italia nel 2017 sono nate 458.151 persone, ne sono morte 649.061, con un saldo negativo di -190.910 persone. Siamo passati dunque da 60.589.445 abitanti a 60.483.973. La differenza fra inizio e fine in effetti è pari a -105.475 perché c’è stata immigrazione.

Questo mi porta a fare un paio di considerazioni. Innanzitutto abbiamo perso lo 0,17% della popolazione. Non è una perdita mostruosa, ma l’andamento è evidentemente negativo. La popolazione invecchia, il numero di inattivi per anzianità sarà sempre maggiore di quello dei nuovi attivi per raggiunta età adulta e questo implicherà dei problemi. Ad esempio: noi non abbiamo figli. Chi baderà a noi fra 30 anni? Lo Stato? E chi darà allo Stato i soldi per farlo? Voglio dire, chi pagherà le tasse per pagare coloro che daranno assistenza agli anziani soli?

Sono domande a cui i politici non sembrano volere dare risposta, semplicemente perché anche loro non sanno dove sbattere la testa, ma dato che avranno una pensione consistente, si potranno permettere una casa di riposo dignitosa. Noi no.

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Nulla è cambiato in 55 anni

ottobre 9, 2018

Oggi ricorre il 55mo anniversario del disastro del Vajont. Non starò a ricordare per filo e per segno gli eventi, troverete esaurienti informazioni in rete. Quello che voglio ricordare è che le cause del disastro, che provocò la morte di 1917 persone (millenovecentodiciassette!!!!), sono state innanzitutto di ordine culturale, morale e politico.

Scientificamente e tecnicamente possiamo spiegare per filo e per segno perché la frana del monte Toc si sia mossa velocemente, scaricando milioni di metri cubi di roccia e suolo nell’invaso generato dalla diga sul torrente Vajont, ma perché si arrivò a quell’evento fu una storia tutta umana.

Il progetto venne concepito senza tenere conto delle caratteristiche geologiche della valle del Vajont e in particolare (more…)

Due cose sull’immigrazione

agosto 30, 2018

In questi giorni pur di non lavorare i politici ci riempono la testa con sta dannata immigrazione. Mi hanno stufato, ve lo dico sinceramente! Vorrei che smettessero di dire stupidaggini inutili e iniziassero a lavorare per il nostro benessere, ad esempio a pensare come non mandare a rotoli l’Italia.

Ci sono poi degli equivoci. La storia della suddivisione dello sforzo. Molti “di sinistra” hanno messo in evidenza come la presenza di immigrati in Italia sia inferiore a quella in Francia e Germania, per contrastare le lamentele di coloro che non ne vogliono sapere di tutti sti neri e arabi in circolazione. Una volta erano i terroni il problema, adesso sono questi.

Va detto che i dati a cui si fa riferimento sono quelli relativi agli immigrati regolari o registrati e in attesa di regolarizzazione. Ce ne sono altri, molti altri.

Per arrivare in Germania dall’Africa bisogna attraversare l’Italia e un pezzettino di Austria. Per quanto l’Italia sia un paese dove le cose funzionano male, tanto che tutt’ora ampie parti del territorio non sono controllate dallo Stato ma dai clan mafiosi, è più difficile fare da clandestino 1500 km che farne 500.

Questo per dire che probabilmente la maggior quantità di irregolari è in Italia, ma non lo sappiamo perché sono irregolari. Se fossero registrati non lo sarebbero e rientrerebbero nelle statistiche.

Perché gli irregolari stanno qua? Ma perché appunto non abbiamo il controllo del territorio! Siamo decisamente in difficoltà nell’affrontare la lotta contro la criminalità organizzata, da decenni; anche se di recente i mafiosi non stanno facendo saltare in aria magistrati, sono sempre lì e hanno sempre molto potere. Non vi preoccupate, gli irregolari per noi sono sicuramente ben noti ai mafiosi che li sfruttano.

Per inciso l’attuale Ministro dell’Interno, e il Governo in generale, non sta dichiarando alcun impegno contro le mafie, cosa che mi preoccupa molto più delle affermazioni in stile nazionalsocialista sugli immigrati.

La colpa è dei neri? No, di uno Stato che non è capace di controllare il suo territorio e tagliare la gola alla mafia una volta per tutte. Ma per quanto riguarda le statistiche, dubito che l’Italia abbia veramente meno immigrati complessivi pro capite della Germania. Per lo meno la percezione è quella.

Altra cosa, la statistica mi piace, ma l’Italia è un paese di prima linea. La gestione del confine fra Africa ed Europa è uno sforzo compiuto per lo più dall’Italia. La Germania non fa bonariamente nulla, a parte dare ordini a proprio comodo, come ha sempre fatto da quando esiste. Sono le navi italiane che vanno a “salvare” la gente dai barconi fino al bagnasciuga libico, sono gli italiani che si sono accordati con uno dei governi libici per creare i lager in territorio africano e fermare lì migliaia di persone, sono gli italiani che devono gestire gli sbarchi, curare i malati, rifocillare gli affamati, registrarli, avviare le pratiche per stabilirne lo status. La Germania non fa nulla di tutto questo. Avrà in casa un maggior numero di stranieri, già adeguatamente selezionati, ma la valanga di poveracci arriva sulle coste italiane!

Notate bene, non ho detto che vorrei sparare ai barconi in mezzo al Mediterraneo, né che dovremmo rifiutare l’attracco ad alcune navi (in base alle necessità di immagine di un ministro o due). Quello che voglio dire è che la storia della gestione del flusso migratorio è molto, ma molto, più complessa di come fa comodo intenderla a frau Merkel.

E datemi pure del qualunquista nazista.