Archive for the ‘Società’ Category

Bad news

ottobre 10, 2022

I commented a post on Ig about the last missile strikes in Ukraine, just saying that there is no honor in killing children. Doesn’t matter who does it, why, where, how. There is simply no honor in doing it.

Many replied to my comment. Sadly, too many people just said that this is not the worst bombing, other countries did things like that, it’s A’s and B’s fault and so on.

Bad news. Not only humans are able to kill civilians and children among them, but many people who are not involved don’t think about the loss of human lives, they just focus on a meaningless search for “the worst human”, who is of course someone that doesn’t live in their country.

Nerd note to self: Thanos was right.

Tiare e no cjacaris

ottobre 1, 2022

Il valore della terra quando quello dell’aria fritta crolla

Fin da quando ero ragazzino avrei voluto possedere un po’ di bosco e un campo. Non che ami lavorare la terra, non lo faccio per hobby, nemmeno l’orto e non curo il minuscolo giardino di casa dei miei. Il fatto è che ho sempre desiderato avere le spelle coperte e capacità di produzione primaria.

I miei antenati, per lo meno quelli materni, erano probabilente tutti agricoltori. Nel XX secolo decisero che fosse assai meglio lavorare dove si otteneva denaro con minore fatica fisica. Così nella mia generazione e in quella succesiva, siamo tutti gente da scrivania. Nessuno se la passa male, questo è sicuro.

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Normale sarà lei!

agosto 29, 2022

Sembra assurdo, ma stiamo ancora discutendo sul concetto di normalità, diversità e altre amene questioni.

Per noi scienziati “normale” è una distribuzione dei valori di una grandezza variabile, descritta matematicamente da Gauss. Non esiste, un “valore normale”. Ma nell’accezione comune si intende “normale” una proprietà posseduta dalla maggior parte dei soggetti osservati. Ad esempio è normale l’uso prevalente della mano destra, mentre chi usa prevalentemente la sinistra è straordinario.

Quando avevo sei anni, la maestra a scuola ci spiegò che essere mancini è un “handicap”, ovvero una condizione non normale che riduce le capacità di un individuo. Io sono mancino e quindi facevo parte del novero degli handicappati. La maestra spiegò anche che si tratta di un handicap a cui si può rimediare con un esercizio costante, forzando l’uso della mano giusta, la destra, in modo da consentire a chi è nato handicappato di avere una vita normale.

Vi renderete conto che oggi questa vicenda si risolverebbe in tribunale e con una maestra licenziata e messa alla gogna dei social.

Per mia fortuna, i miei genitori si arrabbiarono molto e il trattamento per correggere la mia anormalità venne sospeso, cosa che mi ha consentito di non vivere una vita normale come voi, ma una straordinria!

So che molti seri intellettuali staranno pensando che questa vicenda sia una ridicola bazzeccola, se paragonata a discriminazioni che oggi sono di moda, ma non lo è per nulla. Io non sono “normale” e quando avevo sei anni un’adulta, incaricata della mia istruzione, ha tentato di modificare ciò che sono. Chi sottovaluta questa vicenda forse non sa cosa significhi essere additati e discriminati per come si è dalla nascita, senza scelta, senza colpa.

Questa esperienza mi ha indotto a essere sempre molto indulgente verso chiunque sia “non normale”. Mi sono immaginato spesso una situazione diversa e molto peggiore. Ad esempio qualcosa come una Aktion T4 per fare scomparire i mancini dal mondo, sterilizzandoli o sopprimendoli da bambini perché non fossero un peso per la società. Fantapolitica? Beh, mica tanto.

Spero che questo vi faccia riflettere.

Personalmente non sono fra quelli che sostengono il diritto di ogni individuo ad arrivare dove sono arrivati gli altri. Il mio corpo non mi permette di salire in cima all’Everest. Va bene. Il mio cervello non mi consente di essere ricercatore in fisica teorica al CalTech. Va bene così. Ciascuno di noi è fatto in un modo, ha potenzialità proprie che altro non anno, ma difetta di alcune. Va bene così. Niente Aktion T4 per chi non è “normale”, ma non generiamo frustrazione imponendo ad altri obiettivi che non possono raggiungere con le proprie forze. Cerchiamo di accettare la varietà.