Due cose sull’immigrazione

agosto 30, 2018

In questi giorni pur di non lavorare i politici ci riempono la testa con sta dannata immigrazione. Mi hanno stufato, ve lo dico sinceramente! Vorrei che smettessero di dire stupidaggini inutili e iniziassero a lavorare per il nostro benessere, ad esempio a pensare come non mandare a rotoli l’Italia.

Ci sono poi degli equivoci. La storia della suddivisione dello sforzo. Molti “di sinistra” hanno messo in evidenza come la presenza di immigrati in Italia sia inferiore a quella in Francia e Germania, per contrastare le lamentele di coloro che non ne vogliono sapere di tutti sti neri e arabi in circolazione. Una volta erano i terroni il problema, adesso sono questi.

Va detto che i dati a cui si fa riferimento sono quelli relativi agli immigrati regolari o registrati e in attesa di regolarizzazione. Ce ne sono altri, molti altri.

Per arrivare in Germania dall’Africa bisogna attraversare l’Italia e un pezzettino di Austria. Per quanto l’Italia sia un paese dove le cose funzionano male, tanto che tutt’ora ampie parti del territorio non sono controllate dallo Stato ma dai clan mafiosi, è più difficile fare da clandestino 1500 km che farne 500.

Questo per dire che probabilmente la maggior quantità di irregolari è in Italia, ma non lo sappiamo perché sono irregolari. Se fossero registrati non lo sarebbero e rientrerebbero nelle statistiche.

Perché gli irregolari stanno qua? Ma perché appunto non abbiamo il controllo del territorio! Siamo decisamente in difficoltà nell’affrontare la lotta contro la criminalità organizzata, da decenni; anche se di recente i mafiosi non stanno facendo saltare in aria magistrati, sono sempre lì e hanno sempre molto potere. Non vi preoccupate, gli irregolari per noi sono sicuramente ben noti ai mafiosi che li sfruttano.

Per inciso l’attuale Ministro dell’Interno, e il Governo in generale, non sta dichiarando alcun impegno contro le mafie, cosa che mi preoccupa molto più delle affermazioni in stile nazionalsocialista sugli immigrati.

La colpa è dei neri? No, di uno Stato che non è capace di controllare il suo territorio e tagliare la gola alla mafia una volta per tutte. Ma per quanto riguarda le statistiche, dubito che l’Italia abbia veramente meno immigrati complessivi pro capite della Germania. Per lo meno la percezione è quella.

Altra cosa, la statistica mi piace, ma l’Italia è un paese di prima linea. La gestione del confine fra Africa ed Europa è uno sforzo compiuto per lo più dall’Italia. La Germania non fa bonariamente nulla, a parte dare ordini a proprio comodo, come ha sempre fatto da quando esiste. Sono le navi italiane che vanno a “salvare” la gente dai barconi fino al bagnasciuga libico, sono gli italiani che si sono accordati con uno dei governi libici per creare i lager in territorio africano e fermare lì migliaia di persone, sono gli italiani che devono gestire gli sbarchi, curare i malati, rifocillare gli affamati, registrarli, avviare le pratiche per stabilirne lo status. La Germania non fa nulla di tutto questo. Avrà in casa un maggior numero di stranieri, già adeguatamente selezionati, ma la valanga di poveracci arriva sulle coste italiane!

Notate bene, non ho detto che vorrei sparare ai barconi in mezzo al Mediterraneo, né che dovremmo rifiutare l’attracco ad alcune navi (in base alle necessità di immagine di un ministro o due). Quello che voglio dire è che la storia della gestione del flusso migratorio è molto, ma molto, più complessa di come fa comodo intenderla a frau Merkel.

E datemi pure del qualunquista nazista.

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Non scrivere!!!

agosto 26, 2018

La gente non legge più di tre righe dopo il titolo e guarda la figura dell’anteprima. Punto.

Se poi mettete come immagine un gattino va benissimo a quasi tutti. Sarebbe meglio il fondoschiena di una modella, ma poi rischiate che Feisbuc e Gugol vi cancellino e vi bannino perché siete inappropriati (mentre è ovvio che altri milioni di fondoschiena e seni al vento non lo siano).

D’ora in avanti, superate le prime tre righe fatidiche in cui tento di usare un linguaggio consono a un pubblico sensibile, diverrò a tratti scurrile. Quindi consiglio a chi non ama il turpiloquio di fermarsi alle prime tre righe come fa il 99,8% degli utenti (fonte sondaggio Spirilik – Antani).

Cerco di ripetermelo ogni mattina quando accendo il compiuter e, dopo avere messo in ordine il lavoro Leggi il seguito di questo post »

Crolli

agosto 20, 2018

Il 14 agosto scorso abbiamo preso coscienza, in modo brusco, di qualcosa che tanto ovvio non è. Le strutture costruite dall’uomo non sono eterne, crollano, prima o poi.

In questo caso a crollare è stato un ponte autostradale, su cui stavano passando dei veicoli, e il crollo ha provocato morti e feriti, oltre ad avere scatenato una (attesa) folle corsa collettiva a dire per forza qualcosa e cercare qualcuno da impiccare.

Per questa volta non voglio occuparmi di politica, non mi interessa chi abbia garantito concessioni vantaggiose a una società o ad un’altra, non mi interessa chi governasse allora e chi governi oggi. Il punto interessante è un altro: ora che facciamo?

La prima cosa da fare secondo me è lasciare che ciascuno operi in base alle proprie capacità e competenze. Quindi saranno ingegneri civili esperti in strutture a studiare i resti del ponte per capire quali siano state le cause del crollo, non i Leggi il seguito di questo post »