Allouì non ci sta proprio

ottobre 20, 2020

Io il Presidente De Luca lo capisco, sulla questione della cavolata di festeggiare “allouì”.

Lo capisco perché conosco la sostituzione culturale: da una vita devo sentirmi dire che la pizza è piatto autoctono del mio paese. Buona è buona, se fatta bene, ma è locale quanto il kebab. Buono pure quello. Anche il sushi mi piace. Esotico quanto la pizza, o il panettone, o la bagnacauda. Mangio tutto, mica pretenderete che mi limiti a brovade e muset!

La “gnot dai muarts” si è celebrata in Friuli, almeno da quando siamo entrati nella storia, ma probabilmente iniziarono qualche millennio prima. La pizza non si mangiava: i miei bisnonni non l’hanno mai nemmeno sentita nominare, manco allouì, se è per questo.

Perché non ho paura della CoViD

ottobre 16, 2020

Mentre ho molta paura di come possano comportarsi gli umani, la CoViD non mi fa paura, non in sé.

Ovviamente non nego il fatto che si tratti di una malattia con seri risvolti clinici. Può portare al decesso di persone per altri versi sane, anche ben più giovani di me, le conseguenze della malattia possono essere anche gravi, per i guariti, con danni permanenti a organi come polmoni fegato, reni. La CoViD non è un’influenza cattiva, ma una patologia che provoca morte o danni permanenti con una probabilità decisamente superiore rispetto a influenza o raffreddore, ma purtroppo si trasmette facilmente come queste.

La paura vera è uno stato psicologico utile per impedire a un individuo, o a un gruppo di individui, di compiere azioni potenzialmente dannose per sé. Quando si hanno coscienza e conoscenza, la paura diviene inutile.

So cos’è un virus, sono stato in grado di informarmi sulle caratteristiche del SARS-CoV-2, so cos’è il RNA, so cos’è un “tampone” e quali sono i metodi attualmente usati per rilevare la presenza del RNA specifico in un campione. Ho persino ripassato i vecchi appunti di epidemiologia, presi durante il corso che a Scienze Biologiche veniva chiamato Igiene.

Questo mi impedisce di avere paura, ma mi induce ad adottare comportamenti che riducano la probabilità di inalare un numero di virioni attivi sufficiente per innescare la malattia.

Se tutti i cittadini del mondo sostituissero l’ignoranza con la conoscenza, la paura si trasformerebbe in consapevolezza e, invece di cercare scuse per continuare a vivere come prima, o avere comportamenti esageratamente timorosi, faremmo la cosa giusta.

Non ho paura della CoViD-19, perché capisco come si diffonda l’agente eziologico, ma ho molta paura di Homo sapiens sapiens, perché non lo capisco.

Cosa NON dovrebbe fare un professionista

ottobre 7, 2020

Questa mattina mi sono messo alla scrivania ad un’ora “decente”. Non presto, poco prima delle 08:00. Avevo stabilito un elenco di “cose da fare” molto preciso, con priorità e, dunque, ordine di esecuzione.

Ho innanzitutto verificato di avere tutto ciò che mi serviva per fare quelle cose. Messo l’elenco accanto al monitor e poi … mi sono risvegliato dopo circa 10 ore scoprendo di avere:

  • preparato 3 preventivi (non programmati);
  • fatto 2h 35′ di consulenza telefonica a clienti sull’orlo della crisi di nervi (nota bene, non faccio lo psicoterapeuta);
  • fatto 1h32′ di consulenza telefonica a clienti sereni (evviva!);
  • fatto 1h45′ di telefonate con partner vari;
  • letto 4 atti di varie PA per valutare “al volo” se ci siano appigli per reagire a dei dinieghi;
  • scritto 16 mail per spiegare e rispiegare che in 3 casi su 4 le PA potrebbero avere commesso degli errori nel motivare il diniego, ma sarà dura anche se questi mi considerano l’Adam Ondra del mirror climbing.

In sostanza ho preparato il terreno per acquisire nuovi incarichi nel futuro, ma non ho portato a termine quelli che mi sono stati assegnati un anno fa. Leggi il seguito di questo post »