Per una nuova classe politica

maggio 27, 2020

Leggo su Open che le Sardine vanno in pausa (l’articolo qui).

Sono sempre stato molto critico, rispetto all’entusiasmo manifestato da molti nei confronti di questo “movimento”. Devo dire però che questa scelta è molto ragionevole, corretta e apprezzata (da me per lo meno).

Il paese non ha bisogno di un altro movimento di rabbiosi contro tutto e contro tutti, ma di proposte. Il paese ha bisogno di sostituire una classe dirigente in cui ci sono troppi incapaci, corrotti, narcisisti, scaldapoltrone.

Dalla piazza può venire la spinta a farlo, ma per andare oltre bisogna sedersi, guardarsi in faccia (anche in call in tempo di CoViD), stabilire quali siano i fondamenti di un’idea di Italia per domani, stabilire i metodi, definire un percorso.

Non posso sapere, a priori, se sarei d’accordo con un nuovo soggetto politico, ma prima di stabilirlo ho bisogno di leggere o ascoltare queste cose. Gli slogan contro un politicante o l’altro non sono un programma, sono l’abbaiare del cane da guardia della democrazia, il richiamo starnazzante delle oche del Campidoglio, ma poi bisogna che i padroni di casa (noi cittadini) intervengano.

Chi trova offensivo il compito del cane da guardia o delle famose oche del Campidoglio, sbaglia. Ma chi crede che sia sufficiente dare l’allarme per risolvere ogni problema, sbaglia di più.

Argomentare

maggio 26, 2020

Ho un difetto enorme: argomento sempre le mie affermazioni.

Sostengo le mie tesi descrivendo i dati di partenza, il ragionamento, l’intero percorso logico, addirittura i potenziali punti deboli.

Dopo 30″ nessuno mi ascolta più e molti si sono addirittura dimenticati quale fosse la tesi enunciata.

Funziona anche con lo scritto. Dopo avere letto cinque righe di motivazioni, puff, basta.

Bisogna fare affermazioni nette. Un imperativo categorico dopo l’altro.

Benito ha fatto una marea di cagate orribili, ha devastato il paese, ma di certo sapeva parlare. D’altronde era stato maestro elementare, in un tempo in cui il maestro aveva l’onere di dare un’istruzione a chi non avrebbe mai studiato dopo il quinto anno, la maggior parte della popolazione.

Sarei stato un pessimo insegnante.

Ci conviene

maggio 25, 2020

20200525 nella Fase 2

Il sistema sanitario deve essere pronto e la popolazione preparata a ogni situazione non prevedibile.

Questo ha insegnato la pandemia CoViD e rappresenterà uno dei punti cardinali del mio modo di intendere il governo del paese e delle regioni in futuro.

Abbiamo capito, nonostante il pudore e il pusilanime scaricabarile, che in molti casi gli ospedali erano privi dei mezzi per sostenere quest’emergenza. Perché chi ha governato Stato e Regioni ha voluto o permesso che il sistema sanitario pubblico venisse depotenziato, o lasciato languire, a vantaggio talvolta di quello privato.

Non dimentichiamo nemmeno la ottusa e disastrosa visione aziendalista, per cui in molte regioni si è pensato di gestire la sanità affidandosi a manager e principi di impresa, per ridurre i costi e, a dire loro, aumentare l’efficienza. Per questi manager “efficienza” è il rapporto costi/risultati. Lodevole in un’azienda, se usato in un piano a lungo termine, totalmente folle adottare un criterio del genere nella sanità pubblica.

Per ridurre gli sprechi, che esistono, si sono indebolite strutture e meccanismi, senza incidere granché sugli sprechi veri e propri.

La sanità è un business? Moralmente lo trovo inaccettabile, ma CoViD-19 ha dimostrato che quel modello è inaccettabile pure dal punto di vista economico.

Rendiamoci conto che la carenza di attrezzature, di dotazioni per il personale, di capacità analitica, sono state essenziali per contribuire al successo del virus.

Oh certo, avere in magazzino per anni dpi anti virus letale sarebbe un’immobilizzazione inutile di fondi. Inutile? Sapete cosa significa la diffusione del virus fra il personale sanitario? È una breccia spalancata nella nostra difesa!

Delle “inutili” attrezzature e magari della “inutile” formazione aggiuntiva avrebbero fatto risparmiare migliaia di vite e miliardi di Euro!

Ogni giorno di lockdown in più è costato a tutti noi miliardi. Dobbiamo rendercene conto. Un paese preparato avrebbe ridotto di settimane quel tempo e di molto miliardi quelle perdite.

Che un’emergenza del genere compaia era probabile, c’era chi ne aveva coscienza e ne parlava dai tempi della SARS. Ma politicanti e manager ritenevano inutile pensarci.

Sono troppi per poterli giudicare in modo formale, ma è evidente che vadano sostituiti il prima possibile con politici veri e amministratori che sappiano guardare a più di una spanna dalla punta del proprio naso.