Accoglienza come?

ottobre 16, 2017

Proteste anti migranti, ce ne sono in tutta Italia e in FVG, l’ultima a Grado.

Capiamoci, che uno sia d’accordo o meno, sul fatto di accogliere migranti, rimane il fatto che esiste un disagio, una contrarietà, delle paure. Non si può trascurare il sentire del popolo, in democrazia.

Queste paure non sono generate dai politicanti di serie B, ma vengono cavalcate e quindi ingigantite da questi politicanti senza programma e senza midollo, gente che aspira allo stipendio parlamentare senza avere alcuna intenzione di fare qualcosa di buono per noi cittaddini.

Lasciando da parte queste povere persone che berciano idiozie per campare, dobbiamo avere coscienza del fatto che chiunque voglia governare l’Italia nei prossimi cinque anni dovrà spiegare, in modo chiaro e inequivocabile, come intende gestire un fenomeno, l’immigrazione clandestina, che non è oggettivamente arrestabile con azioni del solo governo italiano.

So che sembra angosciante, e lo è, ma l’Italia per la sua posizione è sempre stata un ponte attraverso il Mediterraneo. E’ per questo che Leggi il seguito di questo post »

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Tempi moderni

ottobre 13, 2017

Stimolato da un post del mio amico Fulvio ho fatto una riflessione sulla (mia) formazione universitaria e sul mondo del lavoro.

Nel mio lavoro applico norme e protocolli. Qualunque cosa faccia, deve essere fatta come dice un manuale ISPRA. Qualunque relazione io scriva deve contenere gli elementi che sono indicati da una legge, usare i termini della legge, giungere alle conclusioni che indica la norma nazionale o regionale.

In sostanza il mio lavoro lo potrebbe fare un ragazzino di 17 anni dopo un corso nemmneno troppo lungo, diciamo un anno scolastico.

Riconoscere microhabitat e compilare una scheda, contare macroinvertebrati, ficcare tutto in un programmino, premere il bottone e saltamacaco: Elevato, Buono, Sufficiente … lo può fare mia mamma, con la sua licenza elementare.
Lo farebbe meglio di me. Innanzitutto perché è ordinata e Leggi il seguito di questo post »

I secchielli di cemento

settembre 19, 2017

Un giorno, quando ero molto più giovane, chiesi a mio padre perché, a differenza di tanti altri progettisti, non avesse “fatto soldi”. In Friuli, fra la ricostruzione post terremoto e il periodo d’oro dell’economia degli anni ’80 e ’90, molti progettisti e impresari avevano guadagnato e accumulato un considerevole patrimonio, mio padre no. Non era l’unico, ma questa cosa mi scocciava parecchio, perché immaginavo che un padre ricco, o almeno molto benestante, mi avrebbe potuto regalare la moto, invece lui si limitava a darmi: un tetto, pane, cultura, sport, scienza, lingue straniere, viaggi, amore e dignità. Ma vuoi mettere fra dignità e moto?

Lui mi rispose con una frase che mi è rimasta scolpita nella mente: io la sera vado a dormire sereno, loro non lo so.

Non era un uomo dei nostri tempi, dunque non lanciava accuse nemmeno quando era quasi certo di avere ragione. Si limitò a dire che non aveva certezze riguardo alla serenità di questi “altri”, l’importante era che io capissi.

Col passare degli anni feci esperienza e negli ultimi mesi ho compreso a pieno il significato di quella frase. Iniziai a frequentare Leggi il seguito di questo post »