Afghanistan

agosto 17, 2021

Quella guerra, secondo me, non è mai stata una questione di esportazione della democrazia o di difesa dei diritti delle donne afghane. La guerra in Afghanistan è stata una risposta mal riuscita all’attacco terroristico del 9/11 negli USA. Quell’attacco è stato il primo sul suolo USA dopo Pearl Harbour e il primo nel cuore degli Stati fondatori dalla fine della War of Independence.

La reazione fu dettata probabilmente dalla necessità di seppellire la brutta figura fatta dal sistema di agenzie, che avrebbero dovuto garantire la sicurezza interna negli USA. In ogni caso, avrebbe dovuto risolversi molto più rapidamente. La cosa più sensata da fare, atteso che l’Afghanistan fosse realmente il cuore dell’organizzazione terroristica mondiale islamista, sarebbe stato colpire, colpire duro, e andarsene lasciando un mucchio di macerie. A posteriori sappiamo che il risultato sarebbe stato esattamente quello ottenuto con 20 anni di impegno militare sul campo. Invece la scelta, profondamente criticata da molti durante gli ultimi 20 anni (e dunque non col senno di poi) è stata quella di impantanarsi in Afghanistan, un paese da cui nessuno straniero nella storia è uscito vincitore. Peggio ancora, la scelta è stata di comportarsi come se il Pakistan fosse un alleato, quando ospitava probabilmente più uomini di Al Qaeda dell’Afghanistan stesso. Il famigerato Osama Bin Laden non è stato scovato in Afghanistan, ma in Pakistan. I comandanti dei Talebani si sono in gran parte rifugiati in Pakistan dopo l’arrivo delle truppe NATO.

Altro errore fondamentale: la guerra non la combattono solo i soldati. Una guerra non è solo una questione militare e la sua conduzione deve tenerne conto.

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Facendo Strada

agosto 14, 2021

Ieri, 13 agosto 2021 del calendario gregoriano, è morto a Rouen (Normandie, France) Luigi Strada detto Gino. Non l’ho mai incontrato, pur conoscendo persone che hanno avuto occasione di farlo o addirittura di collaborare con lui. Gino Strada è famoso soprattutto per essere stato, insieme a Teresa Sarti, il fondatore di Emergency, una delle più note organizzazioni non governative che forniscono assistenza sanitaria a persone in difficoltà, in genere in zona di guerra e in paesi “poveri”.

Non sono mai riuscito a farmi un’opinione riguardo a Gino Strada, però posso dire con certezza che lui e io siamo stati agli antipodi: Strada agiva, per realizzare ciò che riteneva giusto come umano verso l’umanità.

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agosto 4, 2021

Poco più di un mese fa sono tornato in piscina, dopo la “pausa CoViD” durata più di un anno. In estate a Udine si può usare la piscina da 50m all’aperto. Alla prima vasca del primo giorno, arrivato al bordo, mi sono fermato a sfiatare sconcertato e stupito per l’incapacità di fare di più.

Quel giorno ho fatto 10 vasche stile libero, una alla volta. Oggi sono entrato in acqua e ho fatto una serie da 10 vasche per scaldarmi, seguita da altre due, per un totale di 1500 metri. Ai 220m della terza serie mi sono venuti i crampi a un piede. Ho proseguito stringendo i denti, poi ho afferrato la pool buoy che avevo lasciato appoggiata a bordo vasca e ho completato la serie con quella a sostenere le gambe.

Quando il corpo inizia a dirmi “fermati”, so che lo fa per paura di spendere troppp. Interrogo i muscoli e i tendini, se non ci sono lamentele, continuo, ma aumento il ritmo. Perché solo così la prossima volta avrò più resistenza e forza.

Ogni volta miglioro impercettibilmente. Ci vuole pazienza, ogni progresso è un premio. Finisco sempre l’ultima vasca arrancando, mentre tento disperatamente di accelerare ancora. Torno a casa e sono distrutto. Mi metto di nuovo al computer, il nuoto è la mia pausa pranzo. Invece di un buon panino unto, 1,5 km stile libero. Dopo un’ora mi viene un sonno pazzesco, allora cambio lavoro, per stimolare la mente. Con il lavoro non si può forzare, perché il cervello, per lo meno il mio, non risponde come muscoli scheletrici, cuore e fegato. Se il cervello si affatica, va in blocco e, invece di fare un buon lavoro, si fanno una marea di errori, che dovranno essere corretti domani mattina, o rimarranno lì a rovinare il prodotto.