Una patria comune

Maggio 14, 2022

Esiste una sola possibilità per una patria in cui convivano, con pari diritti e dignità popoli diversi, come occitani, sardi, friulani, sloveni, austriaci, italiani, albanesi, catalani e tutti gli altri che da molti secoli chiamano casa una parte del nostro continente. Quest’unica patria possibile si chiama Unione Europea.

Se invece decidessimo di perseguire la sovranità assoluta di ogni nazione, anche a scapito delle altre, dovremmo lottare per smembrare la stessa Repubblica Italiana, in quanto stato non etnico, con buona pace dei fascisti che sostengono altrimenti.

La disinformazione in guerra e in pace

Maggio 9, 2022

Anime candide si stupiscono e indignano per l’uso russo (e ucraino) della “dezinformatzija“.

Tanto per cominciare, un secolo fa l’URSS creò strutture dedicate proprio alla produzione della disinformazione, è una tradizione ormai consolidata. Non mancando di senso dello humor, una grossa parte della disinformazione rivolta all’opinione pubblica interna era affidata alla stampa e in particolare alla famosa Pravda, che in russo significa Verità.

Il logo dello storico giornale sovietico

In secondo luogo, la disinformazione a scopo propagandistico è stata abbondantemente usata in Italia nel corso dell’ultimo secolo. Pensate ad esempio alle false informazioni diffuse riguardo al potenziale produttivo e militare del paese ai tempi di Mussolini. Ricordate le campagne di propaganda volte a cancellare la coscienza storica delle minoranze etniche (fra cui friulani, occitani ecc.) nell’ambito della Repubblica Italiana.

Non possiamo dimenticare la valanga di falsità che sono state diffuse su ogni argomento negli ultimi decenni, usando sapientemente la televisione prima e internet poi.

Ci sono i bufalari per diletto, ma ci sono anche i disinformatori professionisti, che trovano oggi un essenziale aiuto nei condivisori seriali da social network. La bufala è molto apprezzata, che si parli di mozzarella o di informazioni.

La qualità dell’informazione nel tempo del web

aprile 22, 2022

Questa che vedete è parte di una schermata di un post comparso su un social network stamattina, di quelli che compaiono per “caso”, semplicemente perché il social ti carica contenuti che non provengono dai tuoi contatti, dietro pagamento da parte degli autori.

Una grandissima cavolata!

Il missile russo Sarmat ha una gittata nominale dichiarata di 18.000 km e una velocità dichiarata di 6,7 Mach. E’ evidente che quel 18 km è un refuso, una semplice dimenticanza di tre zeri. Ma sul web circola questo e spesso ci influenza. La “gente” legge in modo acritico e assorbe informazioni errate o false, fornite così ad arte o per mero errore, da redazioni composte da incompetenti che devono produrre un certo numero di articoli al giorno, perché sono pagati pochissimo per ogni pezzo e per sbarcare il lunario devono buttare fuori post e articoli, senza rileggere, senza pensare.

Che sia una scelta per motivi propagandistici o un errore, la diffusione di notizie errate è normale nel mondo web e non è per nulla vero che “tanto c’è sempre qualcuno che ti corregge”. La notizia è arrivata, l’hanno letta in molte migliaia di persone, fra cui tantissimi non scorrono i commenti per scoprire che in decine hanno ironizzato sulla gittata di 18 km.

A me questo tipo di informazione fa ribrezzo e spaventa.