Processo breve, storia lunga

gennaio 30, 2010 di Giuseppe-Adriano Moro

All’apertura dell’Anno Giudiziario, lo scontro fra la Magistratura ed il Presidente del Consiglio Berlusconi ha marcato l’ennesima tappa. I magistrati appartenenti all’Associazione Nazionale Magistrati hanno deciso di abbandonare le aule durante gli interventi dei rappresentanti del Governo, per protestare contro la così detta legge sul “processo breve”, promossa dalla maggioranza di governo.
Come al solito noi cittadini fatichiamo ad avere le idee chiare. In sostanza, da quanto mi è dato capire, la legge in via di approvazione nei due rami del Parlamento obbligherebbe a concludere i procedimenti giudiziari entro un certo tempo, pena il loro annullamento. Se non fossimo in Italia e non ci trovassimo in una situazione drammatica dovremmo dire “ebbene, cosa c’è di strano?”.
Di strano c’è che in Italia i processi, tutti i processi, durano anni. Sembrano non finire mai Leggi il seguito di questo post »

Prognosi riservata per l’opposizione

gennaio 26, 2010 di Giuseppe-Adriano Moro

Le prossime elezioni amministrative stanno creando grossi problemi a ciò che resta dell’opposizione in Italia. Il Partito Democratico da solo fatica a prendere una posizione e, con la scusa di trovare larghe intese, cerca alleati, dando un peso anche a chi non ne avrebbe. Parlo in termini di numeri ovviamente.
Tralasciando la permanente vicinanza a Di Pietro, che è per lo meno indecente, il PD nato con gravi malformazioni tenta di sopravvivere agganciandosi disperatamente a qualunque alleato possibile od anche solo immaginabile, che abbia un po’ più di vitalità di lui. Ci vuole poco. Il PD continua ad avere problemi all’interno, talmente gravi che persino noi cittadini esterni ai suoi meccanismi li percepiamo. Leggi il seguito di questo post »

Dilettanti allo sbaraglio

gennaio 9, 2010 di Giuseppe-Adriano Moro

Leggendo un recente interessante (e piacevole) saggio di Valerio Massimo Manfredi sulla ricerca della tomba di Alessandro il Grande, sono incappato in queste righe:

“Mentre nessuno si sognerebbe mai di fare per diletto il neurochirurgo nel tempo libero o l’avvocato penalista o l’anatomo-patologo, moltissimi invece pensano di potersi improvvisare archeologi e tacciano di ottusità chi, abituato al rigore di un metodo, non è così pronto ad abbracciare la prima bislacca teoria che gli venga sottoposta, sia pure con entusiasmo.”
(V.M. Manfredi; La tomba di Alessandro, p. 146. Ed. Mondadori, 2009)

La domanda retorica di Manfredi è analoga a quella che mi sono posto innumerevoli volte, adattata alla mia professione. Come mai, chiunque si sente autorizzato ad improvvisarsi ecologo e biologo ambientale?
L’archeologia e l’ecologia condividono indubbiamente alcuni caratteri. Innanzitutto il fatto di essere discipline scientifiche. Leggi il seguito di questo post »

Montagna, pericolo e responsabilità

dicembre 28, 2009 di Giuseppe-Adriano Moro

Torno su un argomento che mi è particolarmente caro in un momento difficile, subito dopo un incidente molto grave che ha avuto grande risonanza sui mezzi di informazione italiani.
Il 26 dicembre, nella Val Lasties, quattro uomini del Soccorso Alpino sono morti durante un’operazione di ricerca. Due friulani risultavano dispersi in quella zona ed una squadra di sette soccorritori è partita, col buio, per tentare di individuarli. Ma una valanga ha travolto la squadra di soccorso, uccidendo quattro dei suoi componenti e ferendone altri due. Una giornata durissima per la montagna e per coloro che la amano. Ancora una volta dei soccorritori hanno sacrificato la propria vita sui monti e per tutti noi è stato un giorno di lutto.
Immediatamente sono arrivate le reazioni dell’opinione pubblica, commozione per la morte dei quattro soccorritori ed aspre critiche a coloro che affrontano la montagna in modo irresponsabile. Persino il responsabile nazionale della Protezione Civile, Bertolaso, si è espresso duramente, dichiarando di essere stanco di vedere morire i soccorritori impegnati in interventi per salvare chi si è cacciato nei guai per incapacità ed irresponsabilità. Parole pesanti, che la stampa ha amplificato, finendo per travolgere, come fosse una terza valanga, tutti coloro che vanno in montagna. Leggi il seguito di questo post »

Web, regole e responsabilità

dicembre 18, 2009 di Giuseppe-Adriano Moro

Leggo su Libero-news la notizia della presa di posizione del Presidente del Senato Schifani riguardo al social network FaceBook:
Renato Schifani si schiera contro Facebook, a suo dire piattaforma atta a diffondere ed incentivare violenza generalizzata. Il Presidente del Senato ha infatti dichiarato: su FB “si leggono dei veri e propri inni all’istigazione alla violenza. Negli anni ‘70, che pure furono pericolosi, non c’erano questi momenti aggregativi che ci sono su questi siti”.” (si veda http://www.libero-news.it/pills/view/28251)
La reazione di Schifani è comprensibile, ma non condivisibile. Deriva evidentemente da ciò che molti utenti del social network hanno scritto sulle loro pagine. Parole di disprezzo, derisione, odio nei confronti di Berlusconi, se ne leggono ogni giorno in grande quantità. Allo stesso modo si leggono parole di stima e di venerazione nei confronti della stessa persona. Io non appartengo né alla categoria di coloro che insultano il Primo Ministro, né a quella di chi lo osanna. Sono stato uno dei primi a condannare l’aggressione a Berlusconi a Milano, manifestando il mio pensiero proprio su FaceBook e ricevendo diverse risposte pubbliche e private in cui altri non si sono dichiarati daccordo con me. Mi sono beccato anche qualche insulto.
Il punto è che non sono daccordo con Schifani. Il problema non è FaceBook, Leggi il seguito di questo post »

L’aggressione a Berlusconi

dicembre 14, 2009 di Giuseppe-Adriano Moro

Il fatto che qualunque cittadino venga aggredito e subisca delle lesioni è di per sé grave, ma quando a subire tale sorte è il Presidente del Consiglio della Repubblica, la cosa assume una rilevanza particolare. Indipendentemente dal fatto che si possa essere daccordo con la politica di Silvio Berlusconi o meno (ed io non sono daccordo con lui) è inaccettabile l’idea che qualcuno si rallegri del fatto che una persona sia stata aggredita e ferita. Leggi il seguito di questo post »