Buonsenso

20200417 giorno 38 delle misure di contenimento

17:20

Crescono le richieste di allargare la maglia dei “divieti”, come vengono definite le misure di contenimento della diffusione di SARS-CoV-2. La tensione emotiva, la fifa, sta calando e tutti iniziano a essere stufi di stare a casa, di non potere uscire a passeggiare, di non andare a lavorare e via dicendo. Siamo tutti stufi, veramente.

Ma ogni “categoria” di persone richiede per sé un allentamento delle misure. Per sé, mica per gli altri. Così chi va a correre, chi va in bicicletta, chi va in montagna, chi ha attività artigianali, chi fabbriche, chi … insomma facendo la somma delle richieste gli italiani stanno chiedendo di smetterla con sto “lockdown” e riprendere come prima.

Un po’ complice la notizia, assolutamente priva di fondamento, che il famoso e famigerato “picco” dei contagi sia passato da un pezzo. Vado sul sito della Protezione Civile e guardo la curva dei positivi, ovvero dei casi rilevati e attualmente considerati come infetti. La curva non ha iniziato a scendere. La sua salita rallenta sempre più, avvicinandosi al massimo (il picco), ma è ancora in salita.

Ciò che è sceso è il valore della variazione dei casi positivi. Come dire, la differenza nuovi ammalati – (guariti + morti) sta calando. E infatti la curva dei casi in corso cresce più lentamente. Ma cresce. Il picco, il dannatissimo massimo, si ha nel momento in cui quella differenza diventa negativa, ovvero quando ogni giorno ci sono meno malati che nel giorno precedente.

Questa è matematica di base, mica complotto del gruppo Bildeberg.

Ma indifferente, ognuno di noi ritiene che si debbano allentare le misure per ciò che vorrebbe fare, perché in fondo basta usare il buonsenso.

Una frase che mi fa molta paura. Moltissima!

Il buonsenso è quella cosa che inevitabilmente ci induce a ritenere corrette proprio le azioni che vorremmo intraprendere. Raramente il buonsenso comune va nella direzione opposta. Se poi mettiamo insieme buonsenso e ignoranza, facciamo il botto.

Io non so ancora esattamente quale sia la carica di particelle virali attorno a un individuo infetto, in una stanza, all’aperto. Si parla molto della densità delle respiratory droplets, ma della quantità di virus no. Io non so quale sia la carica iniziale critica per rendere il contatto col virus l’avvio di un’infezione con effetti devastanti sui miei polmoni. E non lo sai nemmeno tu.

Partendo da questi due “non lo so”, non c’è buonsenso che tenga. Buonsenso di cosa? C’è gente per cui è buonsenso andare a 200 km/h in autostrada, tanto è dritta. C’è gente per cui è buonsenso andare a fare scialpinismo con rischio di valanghe 4, tanto il massimo è 5 e poi c’ho l’ARTVA. C’è gente per cui è buonsenso non assicurarsi a un traverso in grotta, tanto sotto ci sono solo due metri. Il buonsenso quando mancano le informazioni fondamentali o si è accecati dal desiderio di fare qualcosa, ammazza gente tanto quanto l’ignoranza. Molto. Il mio buonsenso mi dice “non so niente, sto buono a cuccia e aspetto di leggere qualcosa di chiaro su una rivista seria”. Informarsi sul web, è come giocare alla roulette russa, con la differenza che su un tamburo di 8 colpi, 6 posti sono pieni (fake news e balle varie) mentre solo 2 sono vuoti e ne esci vivo.

Buonsenso un corno.

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