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La brevissima estate gallurese

agosto 27, 2020

Stagione turistica aperta, pronti, partenza … chiusa. Tutti a casa. Scusate per il disagio.

Quest’anno, sui mezzi di disinformazione di massa si è parlato molto, pure troppo, della “Sardegna”, limitando in realtà l’analisi ai soliti quattro preconcetti e la cronaca ad una piccola porzione della costa nord orientale dell’isola.

Per me è tristissimo vedere associare la parola “Sardegna” a qualcosa che, per quanto ho visto, non ha consistenza fisica, ma economicamente pesa come una stella di neutroni.

Sta c…o di costa smerdalda, e che paio di, potrebbe essere dovunque. E ho scritto il nome appositamente errato pure con le iniziali minuscole, perché “smeralda” non si può sentire. Non esiste, dai! A meno che in gallurese “smeralda” non abbia un significato che ignoro.

Sta gente poi! I turisti, intendo. Credono di essere stati in Sardegna e non hanno nemmeno visto un asfodelo in fiore, o un maialino brado che grufola felice sotto i lecci, ammirevolmente potati a “quota capra ritta su zampe posteriori”.

Non è casa mia quella e ci sto pure un po’ a disagio, perché è troppo bassa, calda, cespugliosa. Però so che la costa turistica è un’impercettibile buccia, micron di spessore, attorno alla Sardegna, di cui il turista ha un’idea confusa, più che altro determinata da una vaga eco della cronaca nera del secolo scorso, quando De Andrè solidarizzava coi montanari dell’entroterra, che in cambio gli offrivano un soggiorno premio all’Hotel Supramonte. Bellissima canzone, ma Dio se traspare che sei sempre e comunque un istranzu con la percezione alterata della realtà. Ti hanno rapito callone!

La Sardegna è stata spogliata, nemmeno troppo lentamente, della capacità di dare un reddito ai sardi. Si sono susseguiti un sacco di eventi esterni e interni, fra cui una globalizzazione che ha reso antieconomica l’estrazione dei minerali dai monti della Sardegna. Quei minerali erano il motivo per cui tutti, dall’Età del Bronzo in poi, hanno voluto controllare l’isola. Oggi non si estrae un cavolo e migliaia di persone hanno perso il lavoro.

Eh, ma bisogna puntare sull’innovazione! Eja, l’innovazione, certo. Tu prendi uno che a 15 anni è andato a lavorare in miniera e lo fai diventare ingegnere elettronico a 50 anni. Così, perché sei un mago. L’innovazione, un milione di persone tutte impilate nella sede di quell’azienda a Ovest di Cagliari. Credici.

E così quell’epidermide ricoperta di turisti, che portano oggettivamente miliardi di Euro (si, miliardi!), è una risorsa da usare. Il più possibile. E se hai vent’anni e sei nato nell’interno, ti conviene passare l’estate sulla costa, a lavorare nel turismo, perché all’interno non c’è industria, non c’è miniera, non c’è l’azienda alta tecnologia. Molti si trovano con un po’ di terra che i nonni hanno caparbiamente e gelosamente conservato e la terra qualcosa da mangiare te la dà sempre. Però non ti dà molto denaro, non quanto serve per fare una vita soddisfacente.

Ve la ricordate la storia del prezzo del latte di pecora? Quando il prezzo scese, i pastori si incazzarono molto. Perché una pecora sarda fa molto latte, ma molto significa 180 litri a ciclo. Caro lettore, non bastano 100 pecore in lattazione per fare uno “stipendio” di 1.000€ al mese. Mica ho detto farsi il mazzo così a gestire le bestie per un bel guadagno, ho detto che per fare 1.000€ al mese, col prezzo del latte che spuntano i produttori, non bastano 100 capi in produzione. Questa è la realtà, che il turista sul lettino con in mano il cocktail con ombrellino di carta e oliva non può (o non vuole) percepire. Tutto bello, ma il frutto è quello che sta sotto la buccia, mentre il turista vede solo la buccia.

Si, ma il turismo?

Il turismo fa ricchi gli investitori, quelli che avevano i soldi e li hanno fatti rendere, creando divertimentifici per turisti. La bella favola del turismo che arricchisce i locali l’ho ascoltata in mezzo mondo. Io ho visto solo locali pagati male e forestieri ricchi. Piuttosto che nulla è meglio piuttosto, ma non parlerei di benessere.

Cosa succede l’anno in cui aprono e chiudono in un mese? Quell’anno invece di guadagnare per 4 mesi, lo fai per 1. Certo, magari per 8 mesi all’anno facevi comunque altro, ma quei 4 mesi erano fondamentali. Invece ti coddi. E anche ammesso e non concesso che lo Stato ti conceda un aiuto, per quei quattro mesi, non sarà mai sufficiente per contribuire a tenere in piedi la tua economia familiare, perché nei restanti 8 mesi non sei il manager del programma spaziale di SpaceX.

Quello che molti continentali, quelli che hanno giudicato e sputato sentenze da casa facendo apparire la Sardegna e i sardi colpevoli di appestare l’Italia, innanzitutto dimenticano che in Sardegna di CoViD ce n’era pochissima. Sono stati i turisti a portarne molta di più. Il vero focolaio italiano è in Lombardia, la sorgente di una grossa fetta di turismo, perché lì ci sono milioni di persone e molti di questi hanno un reddito che consente di andare in vacanza. I fini analisti da salotto inoltre non hanno considerato che aprire al turismo, discoteche comprese, è stato un gesto dettato dall’avidità dei proprietari (pare siano per lo più continentali) assecondato dai lavoratori locali, che non avevano alternative.

E adesso? Adesso bisogna trovare il modo per fare arrivare in Sardegna qualcosa di diverso dai virus che noi continentali abbiamo portato quest’anno. Dico noi anche se io non sono un turista e per la Gallura ci passo solo il 24 dicembre.

L’assunzione

agosto 14, 2020

Il 15 agosto la Chiesa Cattolica celebra la festività dell’assunzione di Maria. L’Italia intera invece celebra il ferragosto, ovvero la vacanza estiva per antonomasia. Questo è il periodo in cui, ai tempi della mia infanzia, chiudevano persino le fabbriche. Milioni di persone si spostavano dalle dimore abituali ai luoghi di vacanza, che per molti erano il paese natale, o quello dei propri genitori.

Nella mia famiglia a nessuno è mai importato nulla dell’assunzione (di Maria) o del ferragosto. Mio padre, come me, era lavoratore autonomo. A differenza di me era contento di esserlo. Ci capitava, talvolta, di partire per le vacanze in roulotte la sera del 14 agosto, perché a quel punto tutti gli italiani avevano già raggiunto i luoghi di villeggiatura e noi, con la nostra splendida roulotte Laverda Chiocciola, potevamo sfrecciare indisturbati, raggiungendo la ragguardevole velocità di 95 km/h su autostrade deserte. Il ferragosto insomma era un ottimo momento per viaggiare e nulla di più.

Da adulto ho partecipato a due grigliate di ferragosto. Le sole della mia vita, perché le grigliate a pranzo mi mettono di cattivo umore. Di solito una grigliata richiede bel tempo, ma in una giornata di bel tempo, prima delle sei di sera (17 solari) vorrei essere a spasso sui monti o immerso in mare. La grigliata a pranzo implica perdere uno dei pochi giorni liberi nell’anno.

In un anno ci sono 52 settimane. In Friuli possiamo stimare di avere circa 20 finesettimana con cattive condizioni meteorologiche. Se poi parliamo di andare in mare a fare un po’ di apnea, o del meno esigente snorkeling, i finesettimana disponibili sono sette o otto, ma si sovrappongono per lo più con quelli adatti ad andare in alta montagna. Vorreste perderne uno? Io no di certo.

Ferrate: la montagna incatenata

agosto 6, 2009


Estate, tempo di ferie, le montagne si affollano. Non sono in grado di indicare un limite per la definizione di “sport di massa”, ma credo che l’escursionismo montano ci vada molto vicino. I praticanti sono molte migliaia, consideriamo che i soli soci del Club Alpino Italiano al 31/12/2008 erano 308.339 (dal sito ufficiale del CAI). TEniamo poi conto del fatto che esistono numerosi appassionati della montagna che non sono iscritti al CAI, ma ad altre associazioni sportive od ancora non sono iscritti ad alcuna associazione. A conti fatti è probabile che durante una domenica d’estate, magari quella più vicina a Ferragosto, sui monti d’Italia si muovano molte più persone, forse i numeri reali superano i due milioni di presenze. Chiaramente sto parlando di “in montagna” intendendo nelle zone montane. Molti passeggiano sulle strade forestali, alcuni lungo i sentieri segnati, altri ancora si spingono sulle rocce seguendo percorsi più o meno segnalati ed attrezzati. E’ proprio di questi ultimi che mi interessa discutere. (more…)